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La pizza a lume di candela attira clienti. E da protesta diventa scelta vincente - Video

Piombino, locale pieno per sostenere la provocazione di Alessandro Tommasi contro i rincari insostenibili dell’energia elettrica. Il racconto della prima serata

Contro il caro consumi, la pizza a lume di candela: la protesta del ristoratore a Piombino

PIOMBINO. L’atmosfera è quella magica che solo una luce flebile può creare. Alessandro Tommasi è stato di parola e nella serata di mercoledì 19 gennaio sera al suo “Girone dei Golosi” si è cenato a lume di candela contro il caro-luce.

«Molti non credevano che sarei andato fino in fondo – dice – invece il mio non voleva essere solo un proclamo ma la dichiarazione di un atto concreto che penso di ripetere già i prossimi giorni». Ed effettivamente è così, Tommasi ha lanciato la provocazione esasperato dall’ultima bolletta della luce ricevuta nella sua pizzeria. Utilizzando forni elettrici, è consapevole di andare incontro ad un largo consumo energetico ma l’ultimo caro-luce è stato davvero insopportabile. Inevitabilmente dovrà applicare un piccolo aumento dei prezzi, 50 centesimi a pizza, oltre a stringere cinghia e denti per sfangare l’inverno con il già fisiologico calo di lavoro.

Ma Tommasi non ci sta, non si arrende, e così medita una forma di “protesta bonaria” come la definisce lui, che ha visto la luce (si fa per dire) già ieri sera quando per la prima volta ha illuminato i suoi tavoli utilizzando esclusivamente candele. La creatività poi ha fatto il resto, tant’è che Tommasi ha pensato di utilizzare bottiglie riciclate all’interno delle quali ha inserito candele rosse. Alla fine l’idea, che solo pochi giorni fa sembrava difficilmente percorribile, non ha convinto solo il proprietario del “Girone dei Golosi” e il suo staff, ma anche i clienti che hanno accolto la proposta con interesse ed entusiasmo. È piaciuta la novità di mangiare pizza e birra a lume di candela ed è stata apprezzata la motivazione alla base della particolare iniziativa.

Risultato? Mercoledì 19 gennaio la pizzeria era praticamente sold out. «Ho deciso di aderire- dice Micol Modica, al tavolo con una sua amica – perché trovo che la situazione sia veramente drammatica. In piena pandemia, con il Paese in ginocchio, aumentare così tanto i costi energetici è ingiusto. Molti locali potrebbero non sopportare il peso di queste bollette ed essere costretti a chiudere, perciò sono contenta di poter aiutare questa pizzeria. Oltre a farlo per una buona causa-continua- qui la pizza è top e l’idea di cenare a lume di candela mi intriga molto».

Presente, tra gli altri, Monica Pescatori con suo marito che hanno colto l’opportunità anche per godersi una cena romantica. «Ho voluto esserci – racconta – perché trovo giusto dare una voce alle persone, partecipare a questa iniziativa significa far riflettere gli altri nella speranza che queste voci, specie se numerose, vengano ascoltate. Oltretutto penso che l’idea sarebbe stata molto carina a prescindere dalla motivazione, c’è poca voglia di uscire in questo periodo, e avere la possibilità di trascorrere una serata diversa è piacevole e fa bene a tutti» . C’è poi chi ha approfittato dell’occasione per festeggiare il proprio compleanno, ad aggiungere un po' di luce alla sala sono stati quindi i flash delle foto ricordo e le sessantaquattro candeline sulla torta di Franco Carducci. «Sono andato recentemente in pensione – ci confida – facendo il camionista non sono mai riuscito a festeggiare il mio compleanno. Quest’anno invece ho deciso di recuperare insieme a compagna ed amici, quando ho saputo di questa iniziativa ho pensato che cadesse a fagiolo e ho immediatamente prenotato. Trovo sia innovativa, romantica e mossa da una causa più che giusta». L’idea della cena a lume di candela, lanciata sulle pagine de Il Tirreno, ha suscitato così tanto clamore che Tommasi nel frattempo è stato contattato da altre testate, oltre che da numerose emittenti radiofoniche e televisive sia regionali che nazionali. Tanto interesse non poteva che fare piacere al titolare del “Girone dei Golosi” che voleva richiamare l’attenzione su un problema reale, quello dell’aumento dei costi di gestione di tante attività, già messe a dura prova dalla pandemia.

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