Panifici in difficoltà, prezzi alle stelle: anche a Piombino iniziano gli aumenti per i prodotti da forno

in alto da sinistra Panetteria da Barbara (a destra, col cappellino, Barbara Raspo), in alto a destra Mastropan (Anna Poggi), in basso a sinistra Panificio Vinciguerra (Claudia Vinciguerra), Panificio Romagnoli (a sinistra Beatrice Fleischer)

Rincari non solo sui costi di gestione, ma su tutte le materie prime, a cominciare dalla farina per arrivare alla carta 

PIOMBINO. L’aumento dei prezzi di materie prime, energia e carburante sono ormai sotto gli occhi di tutti e i relativi effetti appesi al cartellino di molti prodotti, compresi beni di prima necessità. Del resto, la stangata non risparmia nessuno tanto che persino il pane, prodotto onnipresente nelle tavole degli italiani, ne risulta coinvolto.

«Dall’inizio dell’anno – dice Anna Poggi, del panificio Mastropan – siamo stati costretti a fare un piccolo aumento di 20 centesimi al chilo per provare a sopportare meglio le bollette, in primis quella della luce che è letteralmente raddoppiata. In realtà il rincaro è stato applicato esclusivamente a pane, pizza e schiaccia mentre al momento abbiamo deciso di lasciare invariato il prezzo dei dolci, compresi i nostri bomboloni abbondantemente farciti di crema. Anche a Natale non è stato semplice non aumentare i costi, realizziamo i cantuccini di nostra produzione e le mandorle sono arrivate alle stelle».


Un forno che peraltro si dice solidale perché storicamente vicino alle associazioni di volontariato. È praticamente un coro unanime quello che parte dai fornai, in cui si denuncia una situazione resa sempre più complicata dalle bollette e dal continuo lievitare (oltre che di pane e focacce) di ogni genere di materia prima, a partire dalla farina e quindi dal grano il cui costo è legato (tra le altre cose) ai trasporti, e al raccolto più magro.

«Abbiamo aumentato il pane di 20 centesimi – riferisce Barbara Raspo, della “Panetteria da Barbara” – ma solo quello che ci viene fornito, i prodotti di nostra produzione sono rimasti invariati. Purtroppo gli aumenti sono notevoli e dato il poco movimento che si vede in giro, stiamo praticamente lavorando per pagare la bolletta della luce. Durante il primo lockdown – continua Raspo – abbiamo collaborato con alcune associazioni cui davamo il pane ogni sera e se dovessero ricontattarci, nonostante il momento difficile, ci renderemmo disponibili».AlcunI si si stanno impegnandosi a non rivedere i prezzi, almeno fino a quando i conti lo consentiranno.

«Il prezzo del pane è rimasto invariato – dice Claudia Vinciguerra, Panificio Vinciguerra – ma è un problema perché è aumentato tutto, basti pensare che se prima la farina mi costava 40 centesimo al chilo, ora è arrivata a 55-60 centesimi. E come se non bastasse costano molto di più anche le buste di carta per metterci il pane passando da 1,95 euro al chilo alle attuali 2,80 euro. Al momento, ho fatto la scelta di resistere ma è ovvio che se la materia prima dovesse continuare a subire impennate, mi vedrò costretta anch’io ad aumentare qualcosa. Nel mio piccolo cerco comunque di rendermi utile destinando il pane di fine giornata alla San Vincenzo de’Paoli».

Stessa ratio del Panificio Romagnoli che spera di poter continuare a mantenere i prezzi attuali.

«Cerchiamo, per quanto possibile, di tenere duro – dice Beatrice Fleischer – sebbene mi trovi spesso a discutere con i fornitori. Senza dubbio la voce più importante è la luce, letteralmente raddoppiata, ma per ora stringiamo la cinghia senza applicare rincari, anche se per il futuro molto dipenderà da eventuali aumenti di costi e dall’andamento del nostro lavoro».

Anche il Panificio Romagnoli cerca di dare una mano alla comunità destinando ogni giorno il pane avanzato alla Caritas.

Perplessi, per non dire preoccupati, anche i consumatori.

«Ho notato un aumento generalizzato – dice Sandra – in particolare sui generi alimentari».

«Sono informato del rincaro di molti prodotti – tiene a sottolineare Andrea – anche se finora l’ho riscontrato più sulle bollette che andando a fare la spesa, però capisco che sarà una conseguenza».

«E’ tutto più caro – aggiunge Jenny – infatti io mi sono organizzata con la macchina del pane e quando posso provvedo a farmelo da sola».

© RIPRODUZIONE RISERVATA