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«Con questi aumenti non ce la facciamo più»: le pizzerie di Piombino pronte al ritocco

Una pizza esce dal forno: un piatto delizioso che costerà di più in diversi locali della città

C’è chi invoca ristori e chi si sta attivando per modificare il listino dei prezzi: «Costi troppo alti per energia e materie prime, così non ci rientriamo»

PIOMBINO. È patrimonio immateriale dell’umanità e lunedì 17 gennaio se ne è celebrata la giornata mondiale, tuttavia anche per la pizza i tempi sono sempre più duri. Il motivo? I rincari delle bollette insieme a quelli delle materie prime (già in atto da tempo), stanno causando uno scenario particolarmente gravoso per i ristoratori che contemporaneamente devono far i conti anche con pandemia, restrizioni e scarso movimento di persone.

Una situazione talmente seria da far invocare interventi e ristori, in queste ore allo studio del Governo. Ma nel frattempo come riuscire a restare a galla senza infierire sui clienti?

Presto detto, molte pizzerie si stanno già attivando con un piccolo incremento nel prezzo mentre altre aspettano di valutare esattamente l’entità del problema, sperando di poter evitare, o al più rinviare, un eventuale ritocco del listino prezzi a fine inverno.

C’è poi chi, come Alessandro Tommasi della pizzeria “Il Girone dei Golosi” ha lanciato una provocazione, ovvero cene a lume di candela per protestare e al tempo stesso sensibilizzare i clienti circa la gravità della situazione. Insomma, ognuno cerca una soluzione – anche la più creativa - per far fronte all’aumento dei costi. Anche se, questo è inevitabile, i più opteranno per il ritocco dei listini prezzi. «Avendo il forno a legna- dice Marcello Schisano, “Mondo Pizza”– l’energia elettrica incide meno sui miei costi, tuttavia anche la legna è aumentata poiché maggiore è il costo del gasolio di chi ce la consegna. La farina ha subito un incremento del 25 per cento, così come i pomodori e la mozzarella, perciò abbiamo deciso di applicare un aumento di 50 centesimi a pizza tranne la margherita che è rimasta a cinque euro. Mi impegno a garantire la qualità del prodotto e la stessa quantità di farcitura, in più da questo mese ho deciso di dare un piccolo aumento al personale come riconoscimento per il periodo difficile che sta attraversando, infatti i miei ragazzi si impegnano molto anche con le consegne a domicilio».

Altro problema è che le scatole da pizza sono aumentate del 40 per cento da una settimana all’altra, un vero sproposito

. «Anche io dovrò ritoccare i prezzi – commenta Massimo Giorgi (Maso), della storica pizzeria “Da Tonino” in corso Vittorio Emanuele – da fine febbraio applicherò un aumento che prevedo di 50 centesimi a pizza. Purtroppo quando costa molto la materia prima e i costi energetici vanno alle stelle, si prova a resistere ma poi tocca intervenire».

A Venturina Terme il tentativo, almeno per ora, è quello di stringere i denti provando a non rivedere il listino prezzi, ma ovviamente molto dipenderà dall’andamento economico degli ingredienti principali e dalle prossime bollette.

«L’intenzione – dice Paolo Bianchi “Ristorante Pizzeria Elena”, una delle più frequentate a Venturina Terme – è quella di non aumentare i prezzi dato il momento storico che stiamo vivendo. Voglio vedere le prossime bollette per avere un quadro più dettagliato e se riusciamo a superare questi mesi invernali, potremmo valutare un eventuale aumento durante la stagione turistica».

«Il timore – conclude il titolare della pizzeria Paolo Bianchi – è che rincarando i prezzi si dimezzi la clientela, ottenendo alla fine lo stesso risultato». «Come pizzeria abbiamo deciso di mantenere la nostra linea – sottolinea Lucia Cafiero della pizzeria trattoria “Ci si trova li”– senza aumentare i prezzi, mentre sul resto (antipasti, primi, pesce) ci riserviamo di vedere di volta in volta in base al costo della materia prima. Tra Super green pass e bollette la situazione è abbastanza complicata: aumentano i costi e diminuisce la gente». 

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