Contenuto riservato agli abbonati

Giuliana Foresi, la signora dell’Aleatico dell’Elba

Esponente della storica famiglia dell’isola sposò Taddei Castelli, il cugino di Pertini 

«Una stirpe di agricoltori la mia, iniziata nel 1710, e non abbiamo mai cambiato rotta fino al 2003, quando decisi di vendere». Parla così al Tirreno Giuliana Foresi, 90 anni, figlia di Ulisse e della madre Edilia Trumpy, svizzera di origine. È orgogliosa dei 293 anni di impegni tra le vigne della sua storica famiglia, impegnata nella tenuta agricola denominata La Chiusa, ampia circa 50 ettari affacciati sul mare di Portoferraio. Il nome viene dal fatto che il podere da cartolina è circondato dal un alto muro. Un tesoro agricolo vistato nel 1814 dal Napoleone Bonaparte esiliato sull’isola: il grande corso s’innamorò subito del nettare chiamato Aleatico passito.

Giuliana è anziana ma ha ancora un aspetto giovanile ed elegante, sa essere raffinata e mostrarsi allo stesso tempo in semplicità, sempre sorridente e gentile. È da sempre attenta a ogni dettaglio grazie anche alla disciplina severa impostale dalla madre ed è stata la prima donna dell’Elba capace di condurre un’azienda agricola a partire dagli anni 70 del 1900.


«Fu difficile per me entrare in tale ruolo – racconta – in precedenza ero stata a Milano impegnata nel settore delle pubblicità, del marketing. Ma mio padre Ulisse, che era pediatra a Livorno, non poteva più occuparsi della tenuta agricola elbana ricevuta a suo tempo dai Senno, per cui nel 1971 abbandonai Milano e decisi di proseguire l’impegno dei miei antenati, non fu facile. Addirittura non potevo frequentare la cantina i primi tempi, il fattore del podere me lo impediva, ad una donna non era permesso a quei tempi. Ma tenni duro e con l’aiuto di mia madre, col passare degli anni, fui la vera protagonista della gestione grazie anche ai consigli di un enologo del Chianti che mi suggeri di ristrutturare tutte le vigne, passando da quelle ad alberello al cordone speronato. Pure il professor Garofalo biologo mi aiutò e il mitico Luigi Veronelli assaggiò le annate che babbo aveva conservato di Sangioveto, Aleatico e Moscato e apprezzò specialmente i rossi. Una cosa che credo di aver fatto bene è l’Ansonica passita, nessuno la faceva più».

Una famiglia che ha lasciato il segno quella dei Foresi con vari personaggi oltre Giuliana, tant’è che Portoferraio ha il liceo classico scientifico intitolato a Raffaello Foresi, noto letterato, quindi il Parterre delle Ghiaie che ha preso nome di Mario Foresi, poeta e mecenate, figlio di Raffaello. Perfino la biblioteca comunale che si trova presso il centro De Laugier porta questo cognome e anche la pinacoteca è detta Foresiana.

«I miei antenati coltivavano la vigna già agli inizi del 1700. – ha proseguito l’ex imprenditrice – Nel 1600 questo possedimento appartenne ai Vantini. E Jacopo diffuse all’Elba il trattamento delle piante con lo zolfo, ancora oggi in uso, per combattere la malattia dell’oidio. Il primo Foresi elbano fu Giuliano, i suoi avi erano fiorentini. Allora possedeva anche l’Acquabona e l’azienda agricola di Lacona, dove per un periodo ospitò la comunità di Exodus di Don Mazzi».

Sulla facciata di tale villa si fa notare la lapide che ricorda la celebre ed ironica frase, attribuita a Mario Foresi, “Amici Nemici, Parenti Serpenti, Cugini Assassini, Fratelli Coltelli”. Ci fu anche Vincenzo Foresi, molto legato a Napoleone tanto che accompagnava l’imperatore ovunque per l’isola e quando il generale lasciò l’Elba e riprese il potere in Francia, per vivere i suoi famosi ultimi 100 giorni, Vincenzo lo finanziò. I miei antenati furono anche tra i primi a sperimentare uve francesi per la produzione dello spumante, il vin mousseux. Tra i discendenti di Vincenzo c’è stato Leonida Foresi, il fondatore del Corriere Elbano noto giornale periodico elbano». E in questa intricata dinastia secolare Giuliana è l’ultima discendente e nel 1985 sposò Taddeo Taddei Castelli, purtroppo deceduto a 84 anni nel 2009, personaggio di rilevo originario di Rio nell’Elba, di altra importante stirpe e cugino addirittura di Sandro Pertini, il noto presidente-partigiano della Repubblica.

Anche Taddeo fu partigiano durante il secondo conflitto mondiale. Subito dopo la guerra si trasferì a Milano, dove ha lavorato per lustri nel ramo assicurativo. Tornato all’Elba, s’impegnò in associazioni come Italia Nostra e la Croce Rossa, esempio di impegno sociale notevole.

«La nostra azienda, nel 1944 – ricorda Giuliana – fu requisita dai marocchini della brigata Alleata, che avevano cacciato i tedeschi dall’isola, invasero il podere. Tutto sommato non recarono gravi danni. Spaccarono decine di bottiglie preziose, della fine del 1800, rovinarono un pianoforte del 1700. Poteva andare peggio. Un percorso notevole il nostro producendo vini bianchi e rossi Doc di elevata qualità con processi biologici ed anche l’olio d’oliva extravergine. Poi nel 2003 vendetti tutto ai milanesi Corradi che stanno proseguendo il nostro percorso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA