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Un dissalatore da 28 milioni di euro: acqua del mare per dissetare la Val di Cornia. Ecco il progetto

Gli impianti per il trattamento del boro e dell’arsenico nell’acqua prelevata dalla falda, realizzati dal gestore del servizio idrico integrato Asa Spa in località Franciana a Piombino

L’opera di Asa, in fase preliminare, sarà realizzata a Franciana: un impianto capace di trattare 300 litri al secondo


PIOMBINO. Acqua dal mare per dissetare la Val di Cornia. È allo studio del gestore del servizio idrico integrato Asa Spa la realizzazione di un dissalatore a osmosi inversa da 300 litri al secondo. L’impianto dovrebbe sorgere in località Franciana ed essere affiancato a quelli già in funzione per il trattamento e l’abbattimento del boro e dell’arsenico, due metalli di cui è ricca l’acqua della zona. Un investimento nell’ordine dei 28 milioni di euro per cui è in corso la redazione del progetto preliminare.

Il cambiamento climatico. La diminuzione di acqua di qualità per uso idropotabile. L’avanzamento del cuneo salino. La necessità di tutelare la falda. Sta in questa cornice l’ipotesi di realizzare un dissalatore a servizio della Val di Cornia. Sarebbe alternativo al secondo impianto di dissalazione dell’Elba, quello a Mola è in corso di realizzazione, garantendo una maggiore potenzialità dedicata sia al fabbisogno estivo dell’Isola che agli acquedotti del comprensorio. Ogni anno dal continente verso l’Elba vengono inviati 4 milioni di metri cubi di acqua, quando sarà in funzione l’impianto di Mola, l’obiettivo è il 2023, in un anno si stima una riduzione dei prelievi dalla falda in Val di Cornia di 2, 5 milioni di metri cubi. Ma stando alle indicazioni del gestore non basterà a tutelare la risorse nel continente e garantire il fabbisogno dell’Isola.

Il gestore Asa Spa ha ricevuto l’incarico da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, e dall’Autorità idrica Toscana, l’ente pubblico, rappresentativo di tutti i comuni toscani, a cui la Regione attribuisce le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio idrico integrato, di definire il progetto preliminare e lo studio di fattibilità. È quanto emerge dal Programma degli interventi e Piano delle opere strategiche per il 2021-2023.

L’ipotesi fino a oggi è rimasta confinata nelle carte. L’occasione in cui è stata illustrata da Asa è arrivata a dicembre, nell’ambito della conferenza finale del progetto Life Rewat al teatro Concordi di Campiglia. Un appuntamento per addetti ai lavori, in cui si sono analizzati obbiettivi, risultati, criticità e prospettive per il futuro nella gestione sostenibile delle risorse idriche in Val di Cornia.

Il progetto del dissalatore prevede anche la realizzazione di una nuova dorsale adduttrice, che partirà dall’impianto di Franciana per giungere nei pressi di Campo all’Olmo, al fine di alimentare Piombino e terminare a Venturina Terme per alimentare Campiglia Marittima, in sostituzione del campo pozzi di Coltie in cui si registra un veloce peggioramento qualitativo, un aumento dei cloruri che indica l’avanzamento del cuneo salino, nonostante la significativa riduzione del prelievo negli ultimi anni con il progressivo spostamento dell’emungimento dai pozzi di Macchialta. E si costuirà una seconda condotta sottomarina tra Piombino e Cavo.

Stando alle indicazioni di Asa con l’uso dell’acqua di mare l’emungimento dalla falda della Val di Cornia diminuirà notevolmente, garantendone la salvaguardia. L’impianto sarà dimensionato anche per le esigenze del gestore dell’Acquedotto del Fiora, che utilizzerà le acque sia per Follonica che per altri centri abitati della costa attualmente in fase di crisi idrica. La capacità da 300 litri al secondo sarà suddivisa in parti uguali per quello che si preannuncia come un progetto consortile tra i due gestori del servizio idrico integrato.

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