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Jsw, operaio ferito a un piede mentre lavora sul porto

Gli impianti marittimi della Jsw (Foto Paolo Barlettani)

L’episodio è accaduto agli impianti marittimi durante lo scarico di una billetta E gli attivisti del Camping Cig lanciano l’allarme: «Un segnale preoccupante»

PIOMBINO. Un lavoratore di Piombino Logistics è rimasto seriamente ferito a un piede. L’infortunio avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti ed è accaduto intorno alle 20,45 di martedì agli impianti marittimi Jsw.

Maurizio Cerboneschi è stato ferito ad un piede, rimasto parzialmente a contrasto con una billetta scaricata da una monotonave carica di semiprodotti e in fase di movimentazione da parte di un collega a bordo di un muletto. Il ferito è stato soccorso subito dai compagni che hanno allertato gli aiuti, arrivati con un un’ambulanza del 118. A Villamarina sono state eseguite le indagini diagnostiche necessarie che hanno rilevato la frattura scomposta del metacarpo. L’uomo ha potuto trascorrere la notte a casa per poi tornare in ospedale ieri mattina ed essere sottoposto alla visita ortopedica. All’arto è stata applicata una doccia in attesa di valutare eventuali interventi. Il medico ha stabilito una prognosi di 45 giorni.


Quello della sicurezza continua a essere un problema all’ordine del giorno. Piccoli, per fortuna, infortuni o eventi mancati vengono analizzati nelle riunioni mensili tra azienda e Rls mentre il quadro generale induce più di una riflessione sullo stato impiantistico.

La dinamica dell’infortunio sarà al vaglio di valutazioni più approfondite. Intanto Daniele Pallini, Rls e coordinatore Uilm, sottolinea che, più complessivamente, le incognite che continuano a gravare sulla fabbrica non favoriscono un approccio sereno verso le stesse modalità di lavoro.

Il Camping CIG interviene per sottolineare che l'infortunio rappresenti «un ulteriore, preoccupante segnale delle precarie condizioni di lavoro in cui operano i dipendenti Jsw ormai da lungo tempo. Chiediamo ai sindacati e ai Servizi di prevenzione Asl – aggiunge – di attivarsi reparto per reparto e rendere pubblico lo stato dell'arte complessivo in materia di sicurezza».

L’associazione ripete che la situazione di rischio diffuso «rappresenta una ragione in più affinché lo Stato fermi il declino, assumendone il controllo e la direzione».