Atti vandalici e maleducazione «Le telecamere non bastano»

RIO NELL’ELBA. Basta vandalismi. Il Comune è impegnato nel decoro urbano ma qualcuno si accanisce deturpando o distruggendo quanto di buono si sta creando. «Non bastano le telecamere – dicono gli amministratori –. Ci vuole educazione e rispetto».

La presa di posizione degli amministratori è scaturita dopo l’ennesimo atto vandalico registrato nel territorio di Rio: la rottura di un blocco di tufo che faceva parte di un sedile in pietra. Un episodio che si aggiunge a una serie preoccupante registrata negli ultimi mesi: panchine di legno rotte, una panchina di pietra (nuova) imbrattata con vernice nera, un’altra rovinata per un passaggio di skateboard, parapetti divelti, il muro del cimitero di Rio Elba appena imbiancato è stato sporcato con schizzi di grasso nero, vasi di fiori abbattuti, una pianta di rose rubata dai giardini di Rio Marina con tanto di buca lasciata come ricordo. Senza contare il vandalismo ambientale che si realizza tutte le volte in cui vengono abbandonati rifiuti di vario genere, anche ingombranti, materiali di risulta, detriti derivanti da demolizioni edilizie.


«Ora, è venuto il momento di dire basta – scrivono gli amministratori –. Chi si comporta così non ama il proprio paese. Dimostra strafottenza e mancanza di rispetto verso il territorio e verso i suoi abitanti e vanno pesantemente condannati. Certamente non si deve generalizzare: è un comportamento di pochi, ma quei pochi vanno isolati e se possibile individuati».

«È inutile – continuano – invocare le telecamere. Nessun sistema di vigilanza per quanto esteso è capace di coprire tutti gli angoli del nostro paese, che occupa un’area vasta e con un abitato sparso che non sarà mai controllabile in tutti i suoi punti. Il solo controllo è l’autocontrollo. La sola regola è quella dell’educazione e del rispetto. Occorre educazione civica e anche vigilanza civica diffusa. I foto-segnalatori per politica non si limitino a fotografare gli scempi ma si adoperino come gli altri a dare una mano alla repressione degli atti vandalici. Il paese è casa nostra. Un territorio curato è una ricchezza che chiede il contributo fattivo di tutti. Con molta fatica, abbiamo intrapreso la strada complessa e costosa del recupero del decoro urbano. Non permettiamo che questa scelta sia vanificata dall’inciviltà e dall’incuria».

L. C.

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