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Pochissimi spettatori e spese ingenti, i cinema chiudono nel fine settimana

La saracinesca abbassata al cinema teatro Metropolitan

L’Odeon abbassa il sipario in attesa di tempi migliori. Il Metropolitan continua soltanto con la rassegna d’autore e il teatro

PIOMBINO. Se è vero che il cinema è la macchina dei sogni, la sala è per natura l’officina miracolosa dentro la quale si costruisce quel congegno fatto di storie e volti, drammi e risate, miraggi e spaventi. È il luogo dove si entra per staccare dalla realtà e quello da cui si emerge, talvolta con le lacrime agli occhi, come la donnina che, uscendo dal cinema, in Amarcord di Fellini, commenta alla telecamera: «Era tanto bello e ho pianto tanto».

Come se non bastassero i tempi e i dispositivi sempre nuovi per guardare un film comodamente a casa, la pandemia ha inferto un durissimo colpo alla sala. L’ultimo è arrivato con le ulteriori restrizioni emanate con il decreto del 24 dicembre e molto stanno facendo i contagi alle stelle un po’ ovunque.


E allora il cinema chiude. Ancora una volta. L’ennesima da due anni. Stavolta, però, non abbassa il sipario per ordine governativo, ma perché non ce la fa più.

Ed ecco che entrambi i cinema piombinesi, Odeon e il comunale Metropolitan, fermano la programmazione del fine settimana.

«Le restrizioni sotto Natale e l’aumento dei contagi portano pochissima gente in sala, come in qualsiasi altro posto – a parlare è Patrizia Gualerci dell’Odeon – Abbiamo visto come il trend negativo non dipenda dal periodo o dalla produzione. Abbiamo offerto generi diversi, provato orari differenti, sperimentato più programmazioni, eppure non c’è stata risposta. Non solo a Piombino, eh. Il problema è generalizzato. Le persone hanno paura di mettersi in sala. Diamo un’occhiata fuori, ormai sembriamo in lockdown, secondo una sorta di auto-isolamento. Le nuove disposizioni più stringenti? Sì, i primi giorni abbiamo la colpa a quello, ma è la paura che si respira a essere determinante. Alla Ffp2 e al super Green pass la gente si è adeguata bene. In questo momento non ce la facciamo con le spese e il caro bolletta è la ciliegina sulla torta. Abbiamo fatto spettacoli con quattro persone in sala, e non possiamo permettercelo. E la distribuzione, o meglio le produzioni, non aiutano con richieste di programmazione per almeno due settimane e pagamenti immediati. Intanto chiudiamo questo fine settimana, poi si vedrà. Forse staremo fermi tutto il mese, in attesa di titoli più promettenti».

Stessa storia al Metropolitan dove, però, si continua con il cinema d’autore e la stagione teatrale. «Durante le feste natalizie abbiamo proiettato film che, nella normalità, avrebbero riempito la sala, e invece abbiamo registrato una bassissima affluenza – spiega Antonio Loiero, vicepresidente della cooperativa Nuovo Metropolitan – Le spese, però, le abbiamo al 100 per cento, con l’aggravante del caro bolletta, costi altissimi di energia elettrica e pure per il riscaldamento. Come se non bastasse, l’ultimo decreto ci ha fatto chiudere assurdamente anche il bar, negandoci quel minimo di recupero sui costi. La gente ha paura ed è capitato di avere in sala solo una manciata di spettatori. L’obbligo da parte della distribuzione di tenere un film due settimane di fila non aiuta. Così chiudiamo il week-end. Fino a quando? Non so. Vediamo l’uscita di qualche titolo di richiamo, ma siamo abbastanza pessimisti visti gli incassi durante le feste».

«Restiamo in attività, invece, con la rassegna d’autore e il teatro – prosegue Loiero – Per la prima abbiamo spettatori fissi e il sostegno economico di Unicoop, per il secondo teniamo botta e va abbastanza bene, grazie pure all’amministrazione che ha voluto investire nella stagione. Certo, non ci sono i numeri pre-pandemia, ma abbiamo 300 abbonamenti e parecchie persone che acquistano il biglietto a ridosso dello spettacolo».

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