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«Mio padre dimesso nudo dall’ospedale». Il caso all'ospedale Villamarina

La rabbia di una venturinese per il trattamento riservato al babbo. Forza Italia: «L’Asl chiarisca quanto accaduto»

PIOMBINO. «Hanno dimesso mio padre dall’ospedale di Villamarina. Era completamente nudo. Una vergogna». Una donna residente a Venturina ha denunciato pubblicamente quanto accaduto a suo babbo con un post Facebook che in men che non si dica ha ottenuto centinaia di visualizzazioni e commenti. In tanti hanno espresso solidarietà nei confronti della cittadina, ritenendo l’episodio grave. Quello che manca, al momento, è la riposta dell’Asl che sta compiendo degli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e per verificare la versione dei fatti riportata dalla donna.

A non andare giù alla figlia dell’anziano paziente sono le modalità con le quali, secondo il suo racconto, il padre è stato dimesso dal reparto di medicina dell’ospedale di Piombino. Seminudo e rannicchiato sulla barella all’interno dell’ambulanza con la quale è stato riportato a casa dopo il ricovero. Nessuno, secondo la donna, si è degnato «di mettergli un pigiama, un paio di mutande, un paio di calzini, rannicchiato sull'ambulanza a mo’ di lager nazista. Ancora una volta negazione della dignità dei fragili e delle persone più deboli».


La donna si è sfogata sui social e minaccia di adire a vie legali. «Non si può vedere un padre ammalato e anziano piangere perché lo hanno fatto uscire da un ospedale senza decoro. Lo hanno offeso, hanno imprecato perché non ce la faceva a vestirsi. Non si può».

In attesa del chiarimento da parte dell’Asl Toscana Nord Ovest le polemiche non si fermano. Dentro e fuori dai social. Del caso si è interessata la politica, con particolare riferimento al partito di Forza Italia rappresentato dal capogruppo Davide Anselmi e dal coordinatore comunale Michele Piacentini: «Se l’episodio denunciato corrispondesse al vero sarebbe gravissimo – attaccano – si lede la dignità e il decoro di una persona, tanto più in una stagione invernale con temperature rigide. La Asl Toscana Nord Ovest apra immediatamente un'inchiesta al fine di accertare i fatti ed individuare le responsabilità. Dopo gli episodi di Livorno non teniamo affatto ad avere anche a Piombino simili casi di malasanità. Da parte nostra la massima solidarietà alla famiglia al centro di questa incredibile situazione».

In realtà casi simili non si sono verificati soltanto all’ospedale di Livorno, dove nei mesi scorsi questa pratica ha suscitato le proteste dei familiari di alcuni pazienti.

Lo scorso aprile un episodio simile aveva riguardato una venturinese paziente del centro di riabilitazione privato Auxilium Vitae, dimessa dalla struttura con solo una pettorina. In quel caso i familiari della paziente si rivolsero al Tirreno per denunciare pubblicamente l’accaduto.

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