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Le onde e i delfini nel mosaico dei neri: spettacolo alle terme sopra le Logge

Circa cento visitatori in due gruppi nel cantiere sopra le Logge.

Tutto esaurito da giorni e circa cento visitatori in due gruppi alla scoperta delle novità con gli archeologi e i restauratori


POPULONIA. I templi, la via basolata, e la dimora aristocratica davanti alle Logge. Tutto ancor più bello, ma il vero protagonista all’Acropoli è il mosaico dei neri in una nicchia delle terme pubbliche del santuario di Venere. Che “Aperti per restauro” fosse una visita speciale era chiaro. Tutto esaurito da giorni: circa 100 visitatori in due gruppi per garantire le misure di sicurezza anti-covid19. C’è il vice sindaco di Piombino, Luigi Coppola e pure Elisabetta Giorgi (UniSiena) che il mosaico dei neri l’ha scoperto nel 2000, ancora studentessa. «Sono emozionato – il benvenuto è del presidente Parchi Val di Cornia Alessandro Bruni – di scoprire con voi questo passaggio segretissimo tra Etruschi e Romani, tra due civiltà che a volte è difficile pensare potessero convivere. Cominciamo così a scrivere pagine indelebili, meravigliose, da condividere».

Marta Coccoluto, responsabile del Parco archeologico di Baratti e Populonia, dopo aver portato i saluti di Andrea Camilli della Soprintendenza sottolinea come: «“Aperti per restauro” dimostra, una volta di più – spiega –, la tenacia e la determinazione con cui abbiamo portato avanti, in questi due difficilissimi anni, l’obiettivo di incrementare l’offerta culturale del parco, facendone un luogo di opportunità e partecipazione. Guardo alla conclusione prossima del progetto Grandi Attrattori con fiducia ed entusiasmo. Nuove aree e percorsi di visita, monumenti straordinari finalmente restaurati e fruibili, interventi di riqualificazione paesaggistica, un nuovo ingresso al parco: il progetto che la società Parchi ha messo in campo insieme alla Soprintendenza, con il sostegno economico della Regione Toscana e del Comune di Piombino e la collaborazione dell’Università di Siena, ci farà fare un grande balzo in avanti».

Molta la voglia di scoprire, altrettanto il desiderio di raccontare. Visitatori accompagnati nella passeggiata tra le novità dell’Acropoli proprio dagli archeologi Stefano Camporeale e Cynthia Mascione (Università degli Studi di Siena) , e dai restauratori Marcello Piacenti e Teodoro Pelligra (Piacenti Spa) impegnati sul campo. «La ricerca archeologica sull’Acropoli della città etrusca e romana di Populonia è iniziata nel 1998 con una collaborazione fra Soprintendenza archeologica e università di Siena, Pisa e Roma Tre. Dal 2018 – ricordano Camporeale e Mascione – la collaborazione con la Soprintendenza è stata rinnovata con le università di Siena e di Toronto (Canada). In più di un ventennio – aggiungono – la ricerca universitaria, alla quale hanno partecipato centinaia di studenti in un vero e proprio laboratorio sperimentale a cielo aperto, si è costantemente confrontata anche con i temi della valorizzazione del patrimonio riportato alla luce dagli scavi». Sopra le Logge (a parte la vista mozzafiato) l’edificio con ambienti decorati – intonaci, stucchi – più il complesso termale fine del II secolo a.C. con vasca per il bagno freddo e la “sauna”. Ed ecco, nella sala calda la piccola esedra (il resto del pavimento è franato) col mosaico dei due busti dei neri, poi onde e delfini. Indimenticabile. Il fine settimana il parco sarà aperto, bisognerà fermarsi al limite dei cantiere: ma è solo un arrivederci.