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Acquedotto industriale, primo allaccio: «Sconti in bolletta per l’acqua riciclata»

Il depuratore di Schiopparello

Brilli, dirigente Asa, annuncia la prima richiesta di un’azienda elbana per il riutilizzo dei liquidi depurati a Schiopparello 

PORTOFERRAIO. «Abbiamo ricevuto una prima richiesta da parte di un’azienda elbana per l’utilizzo delle acque depurate a Schiopparello». Ad annunciare la novità è Mirco Brilli dirigente tecnico di Asa. Una svolta per il riuso nell’isola dei liquidi reflui trattati nel depuratore e reimmessi in circolo grazie alla tubazione lunga otto chilometri che arriva fino al fosso della Madonnina (ma il percorso potrebbe essere prolungato fino a quello di Riondo). I volumi di acqua depurata sono di un milione di metri cubi all’anno. Sono potenzialmente destinati tanto al riuso agricolo quanto a quello industriale. «Ad esempio per attività che fanno lavaggi di strade, piazzali, barche, servizi igienici separati, sistemi antincendio e simili», sottolinea Brilli che sottolinea come queste acque «contribuiranno al risparmio e all’uso razionale della risorsa idrica sull’Isola d’Elba».

Con l’arrivo della prima richiesta si passa alla fase concreta del riuso di acque reflue depurate. «La fornitura potrà avvenire con un allaccio con oneri a carico del richiedente – precisa Brilli –. Il contatore sarà direttamente realizzato sulla tubazione di spinta dell’acquedotto industriale che collega il depuratore Schiopparello allo scarico nel Fosso della Madonnina. La tariffa di fornitura sarà particolarmente incentivata rispetto a quella per l’acqua potabile e sarà stabilita con criteri di sostenibilità economica da parte di Asa per la gestione del servizio. Inoltre gli eventuali margini del gestore su queste forniture industriali, secondo il sistema di regolazione del metodo tariffario di Ait (Autorità idrica toscana, ndr), andranno parzialmente a beneficio anche della tariffa potabile».


Oltre all’allaccio, per poter usufruire dell’acquedotto industriale le aziende dovranno predisporre, internamente un sistema di disconnessione e di accumulo delle acque fornite con cui alimentare l’impianto privato con pressioni e portate calibrate sulla base delle esigenze di utilizzo finale.

Ma quando sarà possibile anche l’irrigare i campi coltivati? «Per quanto attiene le forniture irrigue agricole – sottolinea il dirigente – i tempi saranno determinati dalla riduzione della salinità delle acque, grazie ai lavori in corso nel depuratore, e dalla messa a punto e attivazione dei protocolli con le autorità preposte. Anche in questo caso potrebbero esserci le condizioni già a partire dalla seconda metà del 2022, soprattutto nei casi in cui si potranno utilizzare per l’irrigazione le acque depurate indirettamente grazie alla presenza di invasi artificiali privati alimentati anche da acque superficiali e/o pozzi di acqua più dolce, dove controllare e bilanciare le caratteristiche complessive del totale delle acque rispetto alla salinità accettabili dal tipo di coltura o utilizzo».

«Per tutto ciò – conclude Brilli – Asa è disponibile sin da ora a valutare la fattibilità e le condizioni di fornitura caso per caso, aiutando il richiedente a individuare la migliore soluzione, che tendenzialmente potrebbe limitarsi a un tratto di tubazione e al massimo a un serbatoio di compenso e miscelazione».

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