Contenuto riservato agli abbonati

Salivoli, quartiere in rivolta per il bancomat. Centinaia di firme per riaverlo al più presto

Federico Lenzi (Bar Bricc'o, Centro commerciale piazza Berlinguer), Cristian Tangreda ( Nuovo bar Falcone lungomare Marconi 306) e Serena Feré ( Acqua e sapone lungomare Marconi 75)

Protesta di tanti cittadini, turisti e commercianti: il presidente di quartiere e Unicoop insieme per trovare una soluzione

PIOMBINO. Persone di passaggio che scendono da Villamarina, amanti invernali del Promontorio, tanti residenti. In meno di due giorni sono più di 400 le firme raccolte solo al Bar Bricc’o. Visto che la protesta - sollecito riguarda il fatto che da mesi Salivoli è senza bancomat, rischiano di restare senza spazi da firmare pure gli altri negozi che ospitano la raccolta: nuovo Bar Falcone, panificio da Osvaldo, Acqua e sapone. Qualcosa di simile lo aveva già organizzato Spi-Cgil mesi fa. Nulla è cambiato: ma né gli abitanti né i commercianti stanno a guardare. C’è da dire che il presidente del quartiere Leonardo Martini insieme a Roberta Corridori, responsabile fondi commerciali Unicoop Tirreno, non hanno mai smesso di cercare una soluzione.

Ora è partita una nuova raccolta firme per non abbassare la guardia grazie a Silvano Ramacciotti e Roberto Allori, salivolesi nell’anima, ormai portavoce del disagio di tutti: «Situazione difficile da sopportare – ricordano – ma resta il fatto che, da giugno scorso, non c’è più uno sportello bancario né un bancomat. Senza questi servizi, il disagio è crescente per tanti pensionati: mica tutti sono nelle condizioni di prendere un mezzo per raggiungere uno sportello altrove in città. Bisogna rimetterlo qui».


È di pochi giorni fa la riunione tra i negozianti di piazza Berlinguer e dei responsabili dei fondi commerciali Unicoop. «Abbiamo fatto presente la raccolta firme – spiega Federico Lenzi, Centro commerciale naturale Salivoli – e per la seconda volta, dopo il sindacato la scorsa estate. Ma è necessario che dopo le promesse arrivino risposte. Un nuovo sportello bancario, un grande ufficio postale? Se sono opportunità sfumate si spieghi perché. Altrimenti magari procediamo con l’installazione di un bancomat ATM attraverso l’agenzia privata, come già fatto all’Elba, magari dividendo la spesa».

«Ogni giorno – sottolinea Cristian Tangreda, Nuovo bar Falcone – entreranno almeno quattro - cinque persone a domandare di un bancoma vicino: da Villamarina, turisti, ma pure piombinesi che hanno bisogno di contanti». «Pochi giorni fa – racconta Serena Feré, Acqua e sapone – alcune clienti, per via del BancoPosta bloccato, sono dovute andare in centro per poi tornare a ritirare la spesa lasciata in sospeso. Crescono i disservizi, è sempre più difficile per gli anziani».

«In tanti sono già preoccupati perché presto chiuderà anche il bancomat del Perticale – aggiunge Mariana Pantsyr (da Osvaldo) – . Triste che non sia possibile trovare una soluzione...».

Salivoli: circa 12mila residenti, il 60% sopra i 65 anni, che aumentano in modo esponenziale d’estate. «Da quando il quartiere da due banche è rimasto senza, con Unicoop Tirreno abbiamo tentato di contattare diversi istituti che potesse subentrare – dice il presidente del quartiere Leonardo Martini – . Ma ancora non abbiamo individuato nessuno. Impossibile entro fine anno, ma prima di Pasqua saremo pronti a installare un bancomat nell’ufficio del quartiere in accordo con l’assessore al decentramento Sabrina Nigro». «Insieme a Martini – interviene Roberta Corridori, Unicoop – abbiamo valutato tutte le ipotesi possibili, ma le trattative sono sfumate anche con Poste. A fine novembre abbiamo inviato la richiesta a un istituto bancario di rilievo: Unicoop Tirreno pronta ad assicurare lo spazio scelto in comodato d’uso gratuito, attendiamo una risposta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA