Pronto soccorso dell'Elba, nessun nuovo medico. Il direttore Testa minaccia le dimissioni

L’ospedale di Portoferraio. Il pronto soccorso è al centro di un caso: i medici promessi dall’Asl rischiano di non arrivare

I sei sanitari promessi dall’Asl non hanno ancora accettato e comunque lavorerebbero a metà tra l’isola e il continente

PORTOFERRAIO. Sembra il gioco delle tre carte. «Questa vince, questa perde! Questa vince, questa perde!», continua a dire il mazziere. Ma alla fine lo scommettitore resta sempre a mani vuote. Ed è questo il rischio che corre l’ospedale dell’Elba. Per l’ennesima volta. Infatti, nonostante le promesse dell’Asl Toscana nord-ovest e dell’assessore alla sanità Simone Bezzini, i sei medici – in più e in pianta stabile – per il presidio di Portoferraio non ci sono. La proposta è stata infatti presentata ai sanitari che già ora, facendo straordinari, coprono i turni del pronto soccorso. E le loro professionalità non sarebbero dedicate in esclusiva alla sanità elbana, ma divise a metà con gli ospedali del continente in cui già lavorano. Una situazione paradossale che ha portato Angelo Testa a minacciare le dimissioni da responsabile della Sezione di Medicina d’Urgenza e dell’accettazione.

«Non rilascio dichiarazioni», ha risposto Testa alle richieste di chiarimenti del Tirreno. Di fatto confermando le informazioni raccolte dalla redazione. A far saltare il tavolo sono stati gli annunci fatti da Angelo Zini, presidente della Conferenza dei sindaci elbani e delegato in tema di sanità. «Sei medici si sono resi disponibili. Non si tratta di una soluzione temporanea. Abbiamo a che fare con un inserimento di professionisti qualificati in pianta stabile. Definitiva», ha dichiarato il primo cittadino in consiglio comunale a Portoferraio e poi al Tirreno. Un’informazione quanto meno parziale, che ha fatto saltare il banco e portato Testa alla minaccia di dimissioni (che secondo alcune fonti sarebbero state addirittura presentate in maniera irrevocabile).


Anzitutto perché i sei medici, almeno fino a ieri mattina, non avevano ancora accettato la destinazione elbana. Poi perché non si tratta, come già scritto, di nuove forze ma di professionisti che già lavorano all’Elba. In più non si stabilirebbero nell’isola. Giovedì, in una riunione online, la Asl li avrebbe proposto loro di dividere il monte orario mensile a metà: 84 ore a Portoferraio e le altre 84 a Massa, Pisa, Livorno, Cecina e Piombino. Un’offerta al limite della presa in giro: tanto per l’Elba, a cui erano state assicurate delle figure fisse; quanto per i medici, che continuerebbero a fare avanti indietro come già fanno ma senza gli straordinari e gli incentivi che ricevono ora.

«Asl e Regione hanno venduto la pelle dell’orso prima di averlo preso e Zini c’è cascato», è il commento fatto da diverse fonti al Tirreno. Ora però l’azienda, l’assessore e lo stesso sindaco devono rispondere a una domanda: è vero o non è vero che c’è la volontà di aumentare l’organico dell’ospedale di Portoferraio?

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