Verbali falsificati dopo il ritiro della patente: l’ex vice prefetto Daveti ancora a processo

L’ex vice prefetto reggente dell’Elba Giovanni Daveti

Portoferraio, avrebbe favorito chi era stato fermato per guida in stato d’ebbrezza. Rinvio a giudizio anche per un legale e tre suoi clienti

PORTOFERRAIO. Venivano fermati alla guida delle loro auto in stato d’ebbrezza. Le forze dell’ordine li multavano e sequestravano la patente. Il giudice di pace revocava e sospendeva il foglio di guida e, in alcuni casi, stabiliva la pena accessoria dell’affidamento ai servizi sociali. Tuttavia riprendevano a guidare le loro auto grazie a un meccanismo che consentiva di aggirare le sentenze. Bastava rivolgersi a un avvocato di Portoferraio amico di un pubblico dipendente. Quest’ultimo è l’ex vice prefetto reggente dell’Elba Giovanni Daveti, già condannato per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale e danno erariale, e ora rinviato a giudizio dal gup di Livorno per abuso d’ufficio e falso insieme al legale e altre tre persone di cui non sono stati resi noti i nomi.

Era proprio Daveti, secondo le indagini della guardia di finanza di Portoferraio, ad avere il ruolo chiave: ossia quello di certificare il ritiro e la successiva riconsegna del foglio di guida, senza che questo avvenisse. E l’inchiesta delle fiamme gialle parte dalle perquisizioni del 2018 che hanno portato alla condanna dell’ex vice prefetto in primo grado a quattro anni e otto mesi di carcere e a restituire 72mila euro.


Tra i fascicoli all’attenzione degli investigatori ve ne erano tre collegati a violazioni del codice della strada. Da qui sono stati acquisiti i documenti di tutti i casi istruiti fino al 2019 negli uffici prefettizi di Portoferraio per violazione dell’articolo 186 del Codice della strada: “Guida sotto l’influenza di alcool”. Sono state più di 200 le pratiche controllate incrociandole con i fascicoli conservati negli uffici delle forze dell’ordine, della Motorizzazione civile e dell’Asl Toscana nord ovest-Dipartimento prevenzione di Piombino. In una ventina di casi, tutti relativi a clienti dell’avvocato di Portoferraio, sono emerse una serie di irregolarità e ricostruire il sistema messo in piedi per riavere subito la patente.

In particolare sono emersi tre casi in cui, oltre alla multa e alla sospensione del foglio di guida, gli autisti trovati alla guida ubriachi avrebbero dovuto scontare anche la pena dell’affidamento ai servizi sociali. Per evitare questa pena accessoria bastava bussare alla porta dello studio legale portoferraiese. Questo si rivolgeva a una terza persona (ora deceduta) che attestava lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Quindi la palla passava al viceprefetto che da prima ometteva di comunicare la sospensione e il ritiro della patente, poi firmava i verbali di riconsegna del documento di guida.

In pratica la patente non veniva mai ritirata e chi aveva violato il codice della strada poteva guidare sulle strade dell’Elba.

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