Dal dolore all’impegno civile per la sicurezza sui luoghi di lavoro

Il presidente della Repubblica ha conferito a Valeria Parrini il prestigioso titolo di Commendatore dell’Ordine al merito

PIOMBINO. Un riconoscimento ufficiale, prestigioso. E meritato. «Per il prezioso contributo che, da molti anni, offre sul tema della sicurezza dei lavoratori», si legge nelle motivazioni del Quirinale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito ieri mattina, nella sala delle cerimonie del Quirinale, il titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana alla nostra collega Valeria Parrini, 66 anni, giornalista della redazione piombinese del Tirreno e da anni impegnata con l’associazione nazionale per la sicurezza sul lavoro Ruggero Toffolutti, di cui è presidentessa onoraria e che ha fondato tanti anni fa. Nel 1998, esattamente.



Un anno segnato dal dolore, per Valeria e per il suo marito Roberto Toffolutti. Il figlio Ruggero, operaio della Magona, aveva 32 anni. Giocava a pallone. E lo faceva bene. Gli amici lo chiamavano Van Toff, per ricordare Van Basten, il magico centravanti olandese del Milan che era un suo idolo.

È il 17 marzo, quando la vita di Ruggero finisce tragicamente. Ingiustamente. Qualcuno deve controllare, ma non lo fa. Il corpo straziato dall’ingranaggio di un macchinario della Magona, le sirene e la telefonata che proprio Valeria fa svolgendo il suo ruolo di cronista del Tirreno.

Stavolta la notizia la riguarda intimamente. Ed è terribile. Quando accade una tragedia come quella si può cadere per sempre, senza avere più la forza di lottare. Oppure si reagisce. E la famiglia Toffolutti ha fatto proprio questo.

«Nello stesso anno, a pochi mesi dalla morte di Ruggero, ha fondato l’associazione nazionale per la sicurezza sul lavoro Ruggero Toffolutti», si legge nella motivazione con la quale il presidente Mattarella ha spiegato il conferimento di tale onorificenza alla giornalista piombinese.

In fondo la giornata di ieri, per Valeria Parrini e Roberto Toffolutti è come un cerchio che si chiude, a distanza di tanti anni. «Il presidente Mattarella si è congratulato con me per aver trasformato un dolore in un impegno. È stato un momento speciale ed emozionante», commenta.

Dal 1998 ad oggi, infatti, l’associazione Toffolutti è diventata un punto di riferimento per la sacrosanta battaglia dentro e fuori le fabbriche di tutta Italia, su un tema che troppo spesso è trascurato, nonostante i bollettini di guerra che, ogni anno, contano le tragedie. Dietro quei numeri ci sono persone che non esistono più. Morte non per fatalità per delle ingiustizie. Non dovrebbe essere così e su questo l’associazione Toffolutti non intende rassegnarsi. Non lo ha mai fatto.

Da una città industriale di Piombino, che purtroppo ha vissuto troppo spesso sulla propria pelle tragedie sui luoghi di lavoro, l’associazione ha fatto il giro d’Italia. Ogni estate a Piombino l’associazione organizza assieme alla Uisp il memorial Van Toff, in memoria di Ruggero Toffolutti, a cui partecipano tante squadre composte da ragazzi della città. Tra questi tanti calciatori di talento, proprio come era Ruggero. Non solo. L’associazione porta avanti iniziative in città e fuori dai confini piombinesi: dibattiti, manifestazioni, campagne di sensibilizzazione. “Con rabbia e con amore” è lo slogan di una realtà associativa che fa dell’impegno instancabile una prerogativa. Per questo motivo la cerimonia di ieri, che peraltro non arriva sulla scia di richieste formali ma d’ufficio da parte della Presidenza della Repubblica, è un premio giusto, frutto di un enorme sacrificio. Un premio che, peraltro, è motivo di orgoglio per tanti cittadini piombinesi che ieri mattina hanno seguito lo speciale del Tg3 per vedere in diretta la concittadina, premiata assieme ad altri italiani meritevoli «distintisi per atti di eroismo e impegno civile».

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