Le acque del nuovo depuratore usate per irrigare i campi dell’isola

I lavori di collegamento del depuratore di Schiopparello

Asa ha studiato e realizzato una tubazione che funzionerà quindi come un vero e proprio acquedotto terziario 

PIOMBINO. L’acqua del nuovo depuratore di Schiopparello realizzato nel 2018 riuscirà a irrigare anche i campi isolani coltivati. Quindi si prospetta un uso fondamentale delle acque reflue. Il direttore tecnico di Asa Mirco Brilli annuncia che «esiste una tubazione studiata e realizzata quindi come un vero e proprio acquedotto terziario, che parte dal depuratore nuovo di Schiopparello in grado di finalizzare gli obiettivi del riuso delle acque depurate, così da contribuire al risparmio e all’uso razionale della risorsa idrica sull’Isola d’Elba. A dicembre del 2018 si era conclusa con successo la realizzazione del nuovo depuratore della potenzialità complessiva di 22.500 abitanti equivalenti, con la costruzione anche di 8 chilometri di condotte di spinta e due nuove stazioni di sollevamento, come da progetto del Piano stralcio approvato dall’Autorità idrica toscana (Ait), per un investimento complessivo di oltre 9 milioni di euro. Il vecchio impianto di trattamento del Grigolo è stato conseguentemente dismesso ed è stato oggetto di bonifica».

Il progetto di Schiopparello ha lo scopo di dotare Portoferraio e quindi l’Elba, di un moderno e adeguato sistema di depurazione, necessario a superare la procedura di infrazione comunitaria in tema di depurazione delle acque che comprendeva anche questo agglomerato urbano, è stato approvato nella conferenza di servizi nel 2012 indetta da Autorità idrica della Toscana (autorità idrica Toscana) . «Il progetto ha previsto – afferma Michele Del Corso. dirigente del servizio fognatura e depurazione – che la depurazione delle acque fosse fatta tramite moderni sistemi a ultrafiltrazione a membrane (Mbr) , capaci oltre che di depurare efficacemente il refluo di rendere lo stesso idoneo al riutilizzo per scopi irrigui o industriali. Il tutto poi convogliato mediante una tubazione di ritorno verso Portoferraio, proprio per creare i presupposti del riutilizzo delle acque. A tal fine il Comune di Portoferraio ha recentemente organizzato una conferenza di servizi di valutazione preliminare a cui hanno partecipato tutti gli Enti titolati per raccogliere preventivamente le necessarie valutazioni ambientali, paesaggistiche e sanitarie, ed è stata trovata una convergenza sulla soluzione di estendere il tracciato dell’acquedotto industriale sino al fosso del Riondo per raggiungere anche le nuove potenziali utenze delle acque depurate della zona sud est della città. Soluzione questa che sarà poi sviluppata tecnicamente da Asa e realizzata una volta ottenute tutte le necessarie autorizzazioni». E a completamento dell’intervento fatto sul sistema di depurazione, sono stati avviati lavori e ricerche sulla rete di fognatura delle acque del capoluogo. L’analisi condotta sulle acque reflue miste in ingresso al sistema fognario di Portoferraio ha evidenziato una significativa presenza di acque parassite salmastre per problemi di infiltrazione dell’acqua di mare dai giunti e dai pozzetti delle tubazioni principali localizzate sulla Calata e posizionate sotto il livello medio mare. «Per quanto attiene la problematica dell’ingressione delle acque di mare in fognatura, e probabilmente anche dallo scarico in fognatura di pozzi privati e da piscine. – conclude Brilli – Asa ha già effettuato un importante lavoro di sigillatura dei giunti della grande fognatura mista del diametro di 700 millimetri che si sviluppa sulla Calata per circa 300 m, mediante un intervento con ditta specializzata di relining con una calza termoindurente, senza necessità di scavo nei trattati più critici e su tutti i pozzetti, che in totale sono circa 15».