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Rimateria, altri due gruppi interessati a gestire la discarica

Striscioni alla discarica di Ischia di Crociano

PIOMBINO. C’è una vita per Rimateria, oltre il fallimento? Dal 21 maggio, quando il consiglio di amministrazione ha alzato bandiera bianca, l’impianto di Ischia di Crociano è precipitato in un cono d’ombra insieme ai 41 dipendenti. Nel buio, che si è fatto sempre più fitto, a farla da padrone sono i silenzi di chi è chiamato a dare gambe a una soluzione possibile per mettere in sicurezza i lavoratori e la discarica, che in questi mesi ha continuato, e lo farà per molto, a produrre percolato e biogas.

La proposta di subentro nella gestione di Eco Eridania Spa, che è tra i maggiori gruppi nazionali nel trattamento di rifiuti di origine sanitaria e industriale, presentata a luglio è di fatto scaduta. Eppure, la possibilità di cessione del ramo d’azienda, ovvero gli impianti, sembra un passo obbligato. E che a discapito dell’inerzia trova ancora qualche attenzione tra gli addetti ai lavori. Ci sarebbero infatti i contatti di altre due realtà, tutti da sondare e ancora da formalizzare, presi con la curatrice fallimentare Francesca Ozia.


A farsi avanti, per valutare gli impianti di Ischia di Crociano, ci sarebbe la milanese Dimensione Ambiente Spa. Gruppo che impiega circa 400 persone e genera un fatturato annuo di 130 milioni di euro, attivo in campo ambientale dal trattamento, gestione e smaltimento di varie tipologie di rifiuti Industriali nel settore chimico, alimentare e metallurgico, la bonifica di siti contaminati e la costruzione e gestione di discariche. Il Gruppo avrebbe già un avamposto in terra toscana, avendo rilevato Ecomar Italia Spa, azienda con stabilimento a Vada specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, inertizzazione, stabilizzazione, stoccaggio e trattamento di reflui oleosi. Più sfumato sarebbe l’interesse dell’associazione temporanea di imprese Dhl. Si tratterebbe di una compagine veneta che avrebbe sondato il terreno per valutare l’opportunità di formalizzare la manifestazione d’interesse.

A dettare l’agenda, dopo settimane di stallo, è anche l’iter della procedura fallimentare. Intanto l’esame dello stato del passivo fissato dal tribunale di Livorno il 17 novembre è slittato a nuova data. Sul fronte dei lavoratori è stata attivata la procedura di licenziamento collettivo dei 41 addetti, di questi 12 sono impiegati nelle attività a garanzia dei presìdi minimi ambientali, gestione del percolato e del biogas prodotti dalla discarica, altri quattro nei mesi estivi sono stati distaccati a Sei Toscana. Ed è al gestore dei rifiuti dell’Ato Toscana sud che si guarda per trovare soluzioni per alcuni dei 41 lavoratori. Anche se al momento le segreterie di Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel Livorno hanno precisato nei giorni scorsi che «ci sono soltanto l’impegno sindacale e la preziosa disponibilità di Sei Toscana nella volontà di trovare soluzioni per alcuni dei 41 lavoratori, ma questo difficile percorso, che potrebbe dare risposte nel breve periodo, non ha ancora trovato un punto di arrivo».

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