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Jsw, tanti ultimatum e zero accelerazioni. Mistero sull’ingresso di Invitalia

I lavoratori di jsw nell’ultima manifestazione tenuta a Roma

Sindacati in attesa della convocazione del ministero: intanto si rattoppa il treno rotaie e il tempo stringe per il rinnovo della Cig 

PIOMBINO. Entro la fine di novembre si avrà la chiusura dell’istruttoria di due diligence per l’ingresso di Invitalia nell’assetto societario di Jsw. Con questa informazione, solo l’ultima in ordine di tempo, i responsabili dei sindacati metalmeccanici sono usciti dall’ufficio della viceministra allo sviluppo economico Alessandra Todde il 10 novembre scorso. Nel giorno in cui, a Roma, sono scesi in piazza gli operai piombinesi e quelli dell’ex Ilva di Taranto.

I giorni sono passati, la fine del mese si avvicina, ma a Piombino non è successo niente. Come al solito. Semmai sono arrivati segnali poco rassicuranti, come i ritardi continui segnalati dai sindacati nella fornitura di vestiario e dispositivi di protezione individuale dei lavoratori, problemi ai macchinari, e “rattoppi” come nel caso del treno rotaie, sulla carta il fiore all’occhiello dello stabilimento, che dopo un incendio che ha mandato ko la cabina elettrica sarà riparato con un motore prelevato da un altro macchinario (intanto l’impianto di laminazione resterà fermo per tutto il mese di dicembre). Insomma, mentre gli annunci e i tempi fissati dai protagonisti dalla vicenda vengono puntualmente smentiti con il passare dei giorni, il vero ultimatum è quello che arriva da dentro la fabbrica: mentre il tempo corre e il mercato dell’acciaio macina utili, lo stabilimento di Piombino cade pezzo dopo pezzo. Tutto questo con, sullo sfondo, il 7 gennaio.


Nel giorno che segnerà la fine delle festività di Natale giungeranno a scadenza anche gli ammortizzatori sociali di gran parte dei lavoratori di Jsw: i sindacati hanno già sollecitato i ministeri competenti chiedendo il prolungamento della cassa integrazione in deroga con le risorse messe sul piatto dalla Regione Toscana. Su questo fronte serve una risposta rapida, in caso contrario si rischierebbe di aprire una fase drammatica per i lavoratori.

L’attesa

I sindacati piombinesi sono in attesa della convocazione al ministero dello Sviluppo economico, nel quale sperano di avere delle notizie chiare su cosa succederà allo stabilimento, ancora appeso all’ipotesi di ingresso di Invitalia che dovrebbe sostenere il nuovo piano di rilancio dell’azienda. In un primo momento la data sembrava poter essere quella del 3 dicembre, ma è probabile che il vertice possa slittare alla metà di dicembre (non per colpa del ministero ma per un impegno di una sigla sindacale).

«Posso capire il silenzio di questi giorni, dal momento che è in corso la due diligence – spiega Lorenzo Fusco, segretario provinciale della Uilm – quello che non capiamo sono i tanti piccoli problemi che in questo momento danno il segnale di un’azienda poco efficiente. Insomma, non vediamo in questa fase una gestione da parte di un’azienda interessata a investire sullo sviluppo dello stabilimento. Ovviamente speriamo di sbagliarci».

Piano B?

«Entro il 31 dicembre si diano alla città delle risposte chiare, oltre non possiamo andare». Così il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, nel corso del consiglio comunale dedicato alla siderurgia, nel mese di ottobre, aveva chiesto pubblicamente un cambio di passo. Cosa farà qualora l’ultimatum venisse disatteso non si sa, nel frattempo i sindacati sperano di avere qualche risposta in più dal governo. O, più precisamente, capire già dal prossimo incontro se il ministero ha nel mazzo qualche carta in più rispetto a quelle fornite dagli indiani di Jsw. Un piano B, insomma. «Siamo stati presi in giro dall’azienda, non vogliamo essere presi in giro anche dallo Stato. È il momento che il governo salvi questo polo siderurgico», conclude Fusco.

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