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Degustazioni e assaggi per celebrare i dieci anni del vino in anfora della cantina Arrighi

La selezione di vini della cantina Arrighi proposta agli ospiti della Fornace Artenova

Il nettare greco-romano prodotto a Porto Azzurro e il menù di Messina e Claudi protagonisti alla Fornace Artenova 

I dieci anni della collaborazione e sperimentazione nella produzione del vino nelle anfore sono stati celebrati a Impruneta (Firenze). Protagonista Antonio Arrighi, viticoltore elbano che produce questa specialità, e non solo. Nell’incontro alla “Fornace Artenova” di Andrea e Leonardo Parisi, dove si costruiscono le anfore di terracotta in cui matura il vino, ha avuto spazio tutta l’Elba. Con Arrighi ha partecipato Gabriele Messina di Elba Magna, che ha predisposto un menu di assaggi con piatti rigorosamente elbani per accompagnare la degustazione.

Nel 1990 Arrighi, si appassionò al vino in terracotta. Nel corso degli anni i due ettari di vigna dedicati sono diventati otto. Nel 2010 cominciò la sperimentazione con la prima anfora in terracotta di Impruneta. «Cercavamo un contenitore che avesse le stesse caratteristiche di micro-ossigenazione del legno, ma che, a differenza del legno, non cedesse sostanze al vino – spiega Arrighi –. Così siamo arrivati a queste anfore di qualità, recuperando una antica tradizione presente nella storia dell’Elba».


Arrighi ha quindi prodotto nella sua azienda di Pian del Monte di Porto Azzurro prima il vino romano con le tecniche in anfora di 2000 anni fa e poi quello greco, sempre con metodi antichi: uve immerse nel mare per 5 giorni, quindi appassite al sole, fermentate e lasciate a riposo in anfora, con le bucce, per 6 mesi. Grazie a questo Arrighi è salito alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali.

Durante l’evento di Impruneta Messina ha offerto ai convenuti un menù chiamato “Spezza digiuno elbano” e predisposto con l’engastronomo Alvaro Claudi, isolano d’adozione e mugellano di origine. Come antipasto sono stati presentati il crostino di Cerimito riese con pesto di melanzane e un panino tostato di broccoli selvatici Isolani alla crema di cipolla di Patresi. Poi c’è stata la razza al vapore con fagioli campesi e l’imbollita di fichi con caprino stagionato prodotto dall’azienda agricola il Caprile di La Pila. Come dolce la schiaccia briaca e il panificato al cioccolato di Elba Magna. «Io promuovo da sempre molteplici produttori isolani a chilometro zero e le spezie che ci offre la nostra macchia mediterranea», ha precisato Messina.