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Alla Pim la demolizione della Berkan B. Il relitto arriverà in blocchi da Ravenna

Due blocchi della Berkan B. sul molo del porto di Ravenna

Piombino, intanto la società lavora per realizzare un impianto fotovoltaico da 400 chilowatt da installare sul tetto del capannone 

PIOMBINO. Nel cantiere della Pim arriverà dal porto di Ravenna intorno alle metà del mese prossimo quel che resta della Berkan B., motonave battente bandiera panamense.

La Berkan B., già un relitto nel 2010, abbandonata dalla proprietà nel 2011, era affondata nel porto di Ravenna nel 2017, con proteste e prese di posizione di Italia nostra e altre associazioni ambientaliste per la contaminazione delle acque con idrocarburi ancora presenti a bordo. Tutti elementi che hanno portato all’avvio di un’indagine della Procura. La Berkan B è rimasta ferma in porto per anni con altri tre relitti di imbarcazioni di media dimensione, giunte a Ravenna nel 2006, fermate per questioni legate sia alla sicurezza che alla situazione di indebitamento del proprietario, e oggi ridotte a carcasse arrugginite.


Relitti che costituiscono quello che in molti hanno definito il cimitero delle navi di Ravenna.

Alla Piombino industrie marittime arriveranno per la demolizione circa 1200 tonnellate di ferro e acciaio della motonave, già sezionate in grandi blocchi e pronti per la demolizione.

L’operazione è stata completata grazie al lavoro della capitaneria di porto e dell’Autorità di sistema portuale di Ravenna, della società Fagioli, che si era aggiudicata l’appalto, e del Reparto ambientale marino guidato dall’ammiraglio ispettore Aurelio Caligiore, ben conosciuto a Piombino per la vicenda del recupero di ecoballe nel Golfo di Follonica.

La stessa società Fagioli, che collabora già con Pim per la movimentazione da Genova a Piombino di due blocchi d’acciaio, da lavorare e poi destinati al porto di Marsiglia, si occuperà del trasporto del materiale alla banchina di Piombino industrie marittime.

«Questa della Berkan B. è un’altra delle cose che stiamo facendo a Piombino – dice Valerio Mulas, Ad di Pim – anche se certo non ci limiteremo alle demolizioni. Questi lavori aprono sempre nuovi fronti, intanto in cantiere operano una settantina di lavoratori tra diretti e indiretti, col coinvolgimento di varie ditte della zona». Intanto alla Pim, per ovviare ai problemi energetici, si sta lavorando per un grande impianto fotovoltaico sul tetto del capannone, che potrà produrre 400 chilowatt.

Pim non è interessata solo alle demolizioni, come dimostra la commessa ricevuta dalla Virgin Voyages fondata dall’imprenditore britannico Richard Branson, per i lavori a bordo della gigantesca nave da crociera Valiant Lady, gigante di circa 110mila tonnellate di stazza lorda, lungo 278 metri e largo 38, la seconda per dimensioni dopo la Costa Diadema a essere ospitata nel porto piombinese.

Pim sta dunque effettuando sulla Valiant Lady lavori che coinvolgono carpentieri, saldatori, elettricisti e manutentori negli spazi interni, comprese cabine e un ascensore.

Certo però l’inserimento nell’albo italiano dei demolitori e il lavoro per entrare in quello europeo consentiranno di partecipare ai bandi per le demolizioni di relitti navali sparsi in tutta Italia (nei porti italiani la stima è di oltre 700 navi abbandonate), per i quali il Governo con la Legge di Bilancio e i conseguenti decreti attuativi ha messo a disposizione 12,5 milioni di euro.

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