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Portoferraio, riparte dal Piano del verde la pianificazione urbanistica

Il Parco delle Ghiaie a Portoferraio

Il Comune pronto a dotarsi di un progetto per curare e valorizzare il patrimonio di piante e alberi in vista del nuovo piano di programmazione in cui verrà inserito

PORTOFERRAIO. La giunta Zini ha dato mandato ai responsabili dei servizi dell’area 3 “Gestione e assetto del territorio” della Biscotteria, perché sia attivato il percorso per l’adozione di un “Piano del verde” della città. Il progetto prenda in considerazione lo sviluppo di strategie per la realizzazione immediata di interventi per la cura, valorizzazione, conservazione e implementazione del verde urbano della città di Portoferraio, secondo gli indirizzi che il Comune si è dato.

È quanto scaturito al termine dell’ultima riunione di lavoro dell’esecutivo presieduto da Angelo Zini. «Dovendo procedere alla rivisitazione e aggiornamento degli strumenti urbanistici – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Leo Lupi – la normativa vigente impone l’adozione del piano del verde urbano, inteso come parte integrativa del documento primario di pianificazione che è il Piano Operativo su cui ci stiamo lavorando. Esso, alla fine del nostro percorso, comprenderà tutte le strategie di governo del territorio».


«Mentre sul versante della viabilità le cose sono a buon punto e già avviate, per quanto riguarda invece il piano del verde no – prosegue Lupi –. Ecco perché adesso abbiamo la necessità di recuperare il tempo e predisporre le indicazioni. Vogliamo raggiungere l’obiettivo di delineare le strategie per la valorizzazione, conservazione e implementazione del verde pubblico e privato, sulla base dei valori ambientali e delle caratteristiche del territorio elbano. Per noi è necessario avviare quanto prima l’iter per l’adozione del “Piano del verde urbano” che andrà a integrare il “Piano operativo”».

Una rivisitazione importante (per non dire determinante), questa. Un approccio nuovo nei confronti del patrimonio arboreo e verde della città. A dettare le nuove strategie sono state le istanze ambientaliste a livello mondiale. Hanno influito le teorie del cambiamento climatico sul pianeta.

Si sta verificando un marcato cambio di passo per quanto riguarda il verde urbano, con un approccio nuovo, sollecitato dalle linee guida ministeriali, dove si legge che «il verde urbano è gestito prevalentemente sul piano tecnico e prescrittivo più che come risorsa strategica per orientare alla qualità e alla resilienza lo sviluppo locale».

Per l’esecutivo Zini diventa primario realizzare, in via straordinaria, una serie di interventi per la riqualificazione e l’incremento di vegetazione nelle attuali aree verdi di particolare interesse per la città e in degrado, secondo criteri che assicurino coerenza progettuale, sostenibilità ambientale, efficacia funzionale, la corretta scelta di specie vegetali, con predilezione massima per quelle autoctone, garantendo la qualità estetica e l’ottimizzazione dei costi gestionali presenti e futuri, con soluzioni che prediligano anche il massimo accorpamento delle aree per superare le attuali frammentazioni rivelatesi dannose per la conservazione delle piante ed oltre modo onerose.

«Pensiamo – conclude Leo Lupi – di affidare l’incarico della redazione del piano alle università di Pisa o Firenze».

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