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Piombino, con la nuova giunta possibile cambio anche al vertice della Società Parchi

Dall’alto il sindaco Ferrari col vice Parodi

Per il riequilibrio tra i partiti ipotesi Ardenghi al posto di Tognoli L’ex assessore Gelichi: «Spartirsi i posti non serve alla città»


PIOMBINO. Il sindaco Francesco Ferrari e la sua maggioranza si chiudono nel silenzio dopo le anticipazioni del Tirreno sul taglio che sembra ormai prossimo dell’assessore all’Urbanistica, Gianluigi Palombi, e sulle dimissioni (bis) del titolare del Bilancio, Paolo Ferracci.

Nessuno dei protagonisti vuol commentare, ma varie fonti della maggioranza confermano lo scossone in giunta e un nuovo rimpasto per coprire due assessorati pesanti come l’Urbanistica (circola con insistenza il nome del vicesindaco Giuliano Parodi) e il Bilancio.

Se verranno confermati nel giro di pochi giorni gli ingressi in giunta con incarichi da definire di Vittorio Ceccarelli (Lega) e di Luigi Coppola (Forza Italia-Udc-civici popolari) cambierà anche il consiglio comunale con l’arrivo (salvo rinunce) di Massimiliano Manetti per il Carroccio, e di Debora Bertocci per il gruppo presieduto da Coppola. Il cui addio in Consiglio, lui che è non solo portavoce ma anche il più esperto della maggioranza, potrebbe comportare non pochi problemi politici per l’attività consiliare.

Se dunque l’ingresso della Lega e il taglio di Palombi costano un posto in giunta a Forza Italia (Coppola in realtà è espressione dell’Udc) , la situazione potrebbe essere in qualche modo riequilibrata in termini di rapporti tra le forze di maggioranza, con una mossa pesante costituita dall’arrivo di Luca Ardenghi, considerato di area forzista, e attuale vicepresidente di Casalp dove ha ben lavorato, alla guida della Parchi al posto di Mauro Tognoli, nominato ad su indicazione del Carroccio.

«Se le notizie delle dimissioni di Ferracci e della sfiducia a Palombi venissero confermate – dicono i gruppi consiliari di Pd e Anna per Piombino – saremmo al terzo rimpasto di giunta in due anni e mezzo di amministrazione Ferrari, che pare più un riposizionamento partitico di una compagine quanto mai frammentata e sempre meno civica».

Il problema per i gruppi del centrosinistra è che «mentre si paga il prezzo per tenere insieme le varie anime di questa giunta la città continua a soffrire e a non avere risposte rispetto a quanto promesso in fase elettorale. Il lavoro, l’industria, lo sviluppo, la sanità, lo stato sociale, tutte questioni che vengono tenute sotto traccia perché senza risposte. Inutile dire che la storia che “è colpa di chi c’era prima” non regge più».

Inoltre per Pd e Anna per Piombino «senza nulla togliere ai nomi che trapelano per gli assessorati, certo è che sarà necessario un minimo di rodaggio e quindi un dispendio di energie e di tempo che certo non faranno bene alla città». A preoccupare in modo particolare il centrosinistra è «la possibilità che una delle deleghe più importanti per tracciare il futuro della città come l’urbanistica, sia oggetto di cambio di testimone. Se così fosse, ancora una volta si andrebbe a delineare lo scenario di un’amministrazione che si è insediata proponendo di cambiare una città e dopo due anni e mezzo è ancora ferma su rimpasti di nomi e poltrone, con evidenti difficoltà sulla condivisione di un progetto per la città».

Per Riccardo Gelichi, portavoce di “Ascolta Piombino”, ed ex assessore ai Lavori pubblici della giunta Ferrari, «ormai il sindaco fa scelte confuse e comunque non per l’interesse generale ma per ragioni legate alla tenuta dei sempre più faticosi equilibri della sua maggioranza». Secondo Gelichi «ormai si è persa la visione del cambiamento e col rimpasto si perderà altro tempo. Spartirsi i posti non serve alla città, ormai il tratto civico è sparito, questa è solo vecchia politica».

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