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Turisti e residenti Studio della S.Anna per evitare il rischio borgo da cartolina

Una veduta panoramica del centro storico di Suvereto (foto Paolo Barlettani)

I risultati della collaborazione con il Comune entro il 2022 Pasquini: «Equilibrio tra attrattività e aspetto residenziale» 

SUVERETO. Recupero e riqualificazione del centro storico, fruibilità e attrattività. Sono le parole chiavi del processo che il Comune di Suvereto ha deciso di sviluppare in collaborazione con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

«Si tratta di salvaguardare le caratteristiche del borgo a partire dall’equilibrio tra la sua attrattività turistica e l’aspetto residenziale – afferma la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini – . La pandemia ha spinto a fermarsi, a fare una riflessione per trovare un equilibrio che assicuri la vivibilità del paese. E abbiamo scelto di farlo non affidandoci a una lettura dettata dal gusto del momento ma che poggi su un’analisi ragionata». I risultati sono annunciati entro il 2022.


L’occasione è la nuova stagione di pianificazione urbanistica, di approvazione dei nuovi strumenti di settore. «Accompagnare la pianificazione urbanistica e la promozione turistica con adeguate politiche di sviluppo e tutela e per raccogliere nel mondo più utile e ragionato le sfide e le opportunità del post pandemia e del Piano nazionale di ripresa e resilienza – spiega la sindaca – . Per questo abbiano ritenuto necessario dotarci di uno studio di identità e di prospettiva che ci supporti nelle scelte strategiche che disegneranno lo sviluppo di Suvereto dei prossimi anni».

La misura del movimento turistico? C’è quella dei flussi diretti e ufficiali che hanno visto più che raddoppiate le presenze dal 2010 al 2019. Un balzo che dà la dimensione del diverso scenario, nonostante la stagione 2020 segnata dal Covid. «È interessante evidenziare lo scorso anno un lieve incremento negli appartamenti privati in affitto, circa 300 presenze in più sul 2019 – dice Pasquini – Il forte calo nelle strutture ricettive è stato concentrato nei mesi di chiusura, da aprile a giugno, a causa della pandemia e contrassegnato da un forte recupero da luglio a settembre».

Si parte dal contesto della crisi provocata dalla pandemia. Vi si aggiunge il recupero, sebbene ancora da quantificare ufficialmente, che dovrebbe aver riportato i numeri delle presenze sui livelli dei 2019. Il tutto con l’idea di intercettare e accompagnare la ripresa. «Scommettiamo sulle nuove esigenze di fasce significative del mercato, orientate a un turismo sostenibile, lento e al tempo stesso di elevata qualità – sostiene la sindaca –. L’intenzione è quella di sostenere le attività che si basano sull’esperienza enogastronomica e l’aria aperta, partendo dal modello “città slow” e promuovere un’evoluzione del centro storico che eviti la fruizione esclusivamente turistica. Un turismo consapevole, capace di contribuire alla crescita sociale, economica e occupazionale del territorio e alla tutela degli elementi identitari e autentici di paese».

La riflessione si spingerà al modello di arredo urbano e alla progettazione degli spazi. «L’ottica è quella di garantire nella programmazione un equilibrio. Vogliamo un paese che sia vissuto e non un borgo da cartolina. Per esempio, come intervenire in piazza Montebello? È un luogo bello, ma poco vissuto del centro storico, in cui si capita per caso. Studio alla mano arriveremo a delle opzioni con cui rivedere il regolamento degli arredi e su quali piazze investire. Ci sono poi il tema dei parcheggi e della viabilità». Che conclude: «L’attrattività turistica deve essere accompagnata dalla sfida di disegnare condizioni più ampie di qualità della vita che riguardino i cittadini residenti e quelli temporanei come i turisti, sostenendo le funzioni commerciali del centro storico, lo sviluppo di opportunità residenziali, la mobilità, l’accessibilità e le infrastrutture di servizi al cittadino. Inoltre, il ruolo della cultura intesa sia come luoghi fisici che come manifestazioni».

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