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Il Cnr scende in campo per “Elba 2035”. Fondi e progettualità per un’isola green

Angeli Zini, sindaco di Portoferraio, mentre il firma il protocollo Elba 2035

Colloqui in corso tra l’ente nazionale di ricerca e i sottoscrittori del manifesto per uno sviluppo eco-sostenibile

PORTOFERRAIO. Dalla teoria alla pratica. Come? Aprendo il progetto Elba 35 a un partner in grado di garantire finanziamenti, sostegno nella ricerca di fondi italiani ed europei, capacità progettuale a livello mondiale. Stiamo parlando del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche che, dal 1923, ha il compito di realizzare progetti di ricerca scientifica nei principali settori della conoscenza e applicarla per lo sviluppo dell’Italia. L’ente che vanta alcuni dei migliori ricercatori italiani è pronto a sposare e sostenere il protocollo di sostenibilità ambientale per l’isola d’Elba maturato lo scorso luglio durante il Seif, il “Sea essence international festival” organizzato da Acqua dell’Elba.

Il protocollo Elba 2035 nasce da un percorso partecipativo che ha visto protagonisti e personaggi di diverse estrazioni e formazione. Istituzioni e aziende elbane, anzi tutto, ma anche associazioni, professionisti, insegnanti e semplici studenti (vedi articolo a destra). Sottoscrivendo il protocollo hanno preso un impegno per realizzare nei prossimi 15 anni un percorso per individuare delle linee di sviluppo per l’isola che rispettino l’ambiente: dalla tutela del mare e della biodiversità, al la gestione responsabilmente dei rifiuti; dalla sperimentazioni di modelli sostenibili a partire dalla mobilità, allo sviluppo e alla formazione delle persone, favorisce la digitalizzazione, sostiene la sanità e rispetta tradizioni, patrimonio storico ed enogastronomico. Il tutto in accordo con i tre pilastri del progetto: paesaggio, territorio e ambiente; turismo sostenibile; cultura, identità e stile di vita.


Un progetto che punta a fare dell’Elba un laboratorio per lo sviluppo eco-sostenibile. Ed è proprio questo che ha suscitato l’interesse del Cnr e, in particolare, dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia). Il laboratorio di ricerca diretto da Francesco Petracchini ha sede a Roma e a Firenze. La mission dell’Iia è, come si legge nel sito del Cnr, studiare «i meccanismi di emissione, trasformazione e trasporto degli inquinanti atmosferici coniugando competenze multidisciplinari nello sviluppo di nuove e innovative tecnologie e metodologie di indagine».

La disponibilità dell’Iia è stata già illustrata ai sottoscrittori del protocollo Elba 2035, in particolare ai sindaci e alle istituzioni locali chiamati ora a cogliere l’opportunità di avvalersi di un partner come il Cnr per progettare il futuro di un’isola d’Elba ancora attrattiva e sostenibile.

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