Contenuto riservato agli abbonati

Cardiologia in affanno nelle Valli Etrusche. Una visita? L’attesa è il doppio del previsto

Il macchinario per la Tac in funzione all'ospedale Villamarina di Piombino

Le rilevazioni dell’Azienda sanitaria dei tempi necessari per controlli specialistici ed esami diagnostici a Piombino e Cecina

PIOMBINO. Un appuntamento con il cardiologo? Serve il doppio del tempo previsto dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa. L’accesso alle cure è garantito, ma si deve portare pazienza ben oltre quanto ritenuto accettabile dal ministero della Sanità. È quella richiesta a chi vive in Val di Cornia e in Bassa Val di Cecina. La prospettiva che accomuna i due territori è l’ambito sanitario che fa capo alla Società della salute Valli Etrusche. Sulla carta gli ospedali di Piombino e Cecina sono un presidio integrato: in pratica un ospedale unico, distribuito su due sedi. Lo sono di fatto, sebbene ad oggi non ci sia ancora un regolamento di funzionamento che contribuirebbe a dissipare dubbi e incertezze.

Lo spaccato dei tempi di attesa per visite ed esami diagnostici, nella tabella a fianco, sulla base delle rilevazioni dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest, è relativo a ottobre. Dati che restituiscono la percezione dei fronti caldi. Si riferiscono ai tempi medi per prestazioni classificate differibili, ovvero da eseguire entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici. La Regione Toscana in alcuni casi ha indicato tempi più stretti, fissando la soglia a quindici giorni. Nello scorrere i risultati si deve tenere conto di questo criterio e del fatto che si tratta di medie. Qualcuno potrebbe non riconoscercisi per quella che è stata la sua esperienza della sanità locale.


Restando alla necessità di una visita l’allergologo non riceve prima di 67 giorni, oltre il doppio del tempo massimo previsto. L’oculista? Non prima di 23 giorni, ovvero otto in più di quanto per legge sarebbe lecito far aspettare. Anche l’ortopedico si fa attendere, in media 24 giorni per una rima visita rispetto ai 15 previsti come tetto massimo. E si deve armare di pazienza chi dovesse essere indirizzato dallo pneumologo: 68 giorni, ovvero 38 in più del tetto massimo di attesa.

Sul fronte della diagnostica c’è da considerare che una sfoltita pesante alle liste di attesa è stata data con il ricorso a convenzioni con il privato. Eppure restano le difficoltà a garantire gli esami a chi deve verificare alterazioni della frequenza cardiaca, per escludere o confermare patologie coronariche. L’Holter a Piombino e Cecina richiede un attesa di 61 giorni, ovvero il doppio del tempo più un giorno (31 in tutto) di quanto indicato per garantire un adeguato livello di assistenza e cura. Oltre il limite anche per una elettromiografia, l’esame che viene utilizzato per la valutazione di patologie a carico del sistema nervoso periferico e dell’apparato muscolare: servono 64 giorni contro il limite massimo di 60. Oltre la soglia anche per una colonscopia: cinque giorni in più della soglia, 35 contro 30. C’è poi la questione irrisolta delle mammografie, al netto delle pazienti nel programma di screening gratuito, l’attesa è di 104 giorni: tre mesi e mezzo quando dovrebbe essere garantita in 60 giorni.



© RIPRODUZIONE RISERVATA