Contenuto riservato agli abbonati

L’ex circolino dell’Ilva ora cade a pezzi, persa la chance di restaurarlo col bando

Piombino, Canovaro (Teatro dell’Aglio): l’avevamo suggerito al Comune, silenzio. A Follonica invece due milioni per l’ex colonia

PIOMBINO. L’ex circolino Ilva di via Piave è sempre più in abbandono. Ormai, a 12 anni dalla chiusura, il cancello d’ingresso è coperto da una specie di foresta: vegetazione incolta, rami tagliati o caduti nel tempo e finiti nel vialetto che un tempo portava ai campi da tennis e ora completamente ostruito, le parti in muratura che denunciano il pessimo stato di conservazione, rifiuti gettati ovunque. Perché si sa, il degrado porta altro degrado.

Sulle intenzioni del Comune il sindaco Francesco Ferrari a gennaio aveva annunciato l’inserimento dell’ex circolino tra i progetti proposti da finanziare col recovery fund, poi più nulla. Pochi mesi dopo, il Teatro dell’Aglio, il soggetto che negli ultimi anni si era preoccupato di cercare una soluzione in grado di recuperare il vecchio circolino, aveva proposto al Comune, offrendo la propria collaborazione, di partecipare al bando ministeriale per i progetti di rigenerazione urbana che prevedeva la possibilità di richiedere fino a cinque milioni di euro per la realizzazione di singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi pubblici.


È di questi giorni la notizia che il Comune di Follonica, partecipando appunto a quel bando, ha ottenuto due milioni per il recupero della ex colonia della ex colonia marina Pierazzi, da anni abbandonata a se stessa sulla spiaggia di Senzuno.

Da qui la protesta di Maurizio Canovaro, presidente del Teatro degll’Aglio: «Il Comune di Piombino – dice Canovaro – al quale avevamo segnalato l’uscita del bando come possibile fonte di finanziamento per il restauro del Circolino, assicurando anche la nostra collaborazione per redigerlo, non vi ha partecipato e non si è nemmeno degnato di darci una risposta. Il Circolino resta così nello stato di degrado in cui lo vediamo tutti i giorni. Non può che peggiorare. Eppure il suo recupero era nel programma elettorale dell’attuale giunta».

Il circolino delle acciaierie, nato nel 1953 per il dopolavoro dei dipendenti dell’allora Ilva e dagli anni Sessanta rimasto a disposizione della città in vario modo col teatro, il cinema, la sala riunioni, il tennis appunto (l’unica realtà che ancora resiste grazie ai volontari) fino al 2009, data della chiusura definitiva della struttura.

Da allora progressivamente l’ex Circolino si è sempre più deteriorato, vani i tentativi delle varie amministrazioni di cederlo con un bando dopo il suo inserimento nelle previsioni, poi tramontate, del progetto di Città futura. La nuova amministrazione dopo vari sopralluoghi aveva valutato per il recupero della struttura la necessità di un investimento tra i 500mila e il milione di euro.

Persa anche l’occasione del bando, il vecchio circolino cade a pezzi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA