Una scuola ambientalista: ecco i progetti del Cerboni

Imparare in un laboratorio all’aria aperta: è quello che fanno i ragazzi dell’agrario. Dalla cura del verde urbano allo studio dell’acquacoltura, ecco tutte le attività

PORTOFERRAIO. Una scuola al servizio dell’ambiente. Studenti impegnati in progetti specifici per la cura del verde urbano e di acquacoltura. Con un obiettivo, imparare a partire dall’esperienza, non limitandosi al lavoro in classe ma facendo qualcosa di concreto, in una sorta di laboratorio all’aria aperta. Sono i pilastri del percorso di studio intrapreso dai ragazzi iscritti alle classi dell’agrario dell’Itcg Cerboni di Portoferraio.

«Occorre ripensare l’istituto tecnico agrario Itcg Cerboni di Portoferraio come una vera e propria scuola ambientale e proporre una curvatura elbana capace di interpretare le caratteristiche di un territorio unico per Agro-biodiversità e geo-diversità», sostiene fortemente la dirigente scolastica Alessandra Rando coadiuvata da professor Alessandro Petri direttore del dipartimento di scienze agrarie e dal professor Paolo Guidotti, architetto e docente di progettazione, convinto della soluzione vincente che può scaturire dall’integrazione tra la scuola e l’ambiente circostante.


«Aula – ribadisce Guidotti – secondo l’originaria accezione etimologica del termine significa cortile e giardino e noi ci ostiniamo a impartire lezioni in spazi chiusi segregandovi i nostri studenti e non riconoscendo il potenziale didattico che il territorio elbano può offrire».

«Lo studente che esce da una scuola agraria dell’isola d’Elba deve essere capace di fare valutazioni di impatto ambientale e diventare esperto di verde pubblico e di paesaggistica», sostiene il professor Alessio Sapuppo docente di gestione ambiente e territorio ed agronomo professionista con esperienza internazionale. Su questa linea, il professor Vito Adragna, insegnante di genio rurale imposta le sue lezioni sulla bio-edilizia, sulla scelta di materiali ecosostenibili e su costruzioni a basso impatto ambientale. Gli insegnanti di scienze motorie, Giovanna Orlandi, Simonetta Neto, Alessandro Cucé, sono fermamente convinti che l’isola d’Elba sia una palestra all’aria aperta. Anche per quanto riguarda le produzioni animali, il professor Alessandro Orsini sostiene che sia superfluo occuparsi di allevamenti convenzionali per incentrare lo studio sulle potenzialità che l’Elba offre. Anche la matematica dei professori Maria Placentino e Pietro Miranda si tinge di verde dimostrando che l’ecologia si incentra su precisi modelli matematici così come l’inglese dei professori Donatella Mori, Laura Berti, Maria Ventre è finalizzato alla conoscenza di un territorio e alla necessità di farlo conoscere con terminologia specifica. Gli insegnanti di lettere Simona Comaschi e Giancono Cammarano impostano molte delle loro lezioni sulla toponomastica e sulla cultura elbana. Per quanto riguarda le produzioni vegetali, e in particolare la viticoltura, uno degli obiettivi della scuola è quello di riportare la viticultura elbana agli antichi fasti. Con questa linea concorda Romualdo Bianco, docente di Trasformazione dei prodotti.

I PROGETTI

La 5ª agrario composta dagli studenti Federico Anselmi, Caterina Castelli, Lorenzo Colandrea, Luca Concu, Lorenzo Inglese, Jacopo Medici, Leonardo Paoli, Francesco Petito, Leonardo Soria è impegnata in un progetto di studio e progettazione del verde urbano allestendo gli spazi verdi di pertinenza della scuola con aiuole piantumate con essenze mediterranee ma attingendo alle regole auree del Feng Shui e alla sobrietà creativa dello Zen. Inoltre la classe unitamente alla 5 CAT si recherà a marzo del prossimo anno a presentare in Senato un disegno di legge sulla preservazione dell’ambiente dal dissesto idrogeologico derivato da uno studio articolato effettuato nella valle di Pomonte.

La 4ª agrario composta dagli studenti Cesare Alfei, Valerio Altini, Evelyn Buono, Simone Carta, Tommaso Cervelli, Cristoforo Di Scala, Mattia Erme, Vincenzo Galvagno, Djego Giacchetto, Nina Moneta, Francesco Palmato, Giada Sani, Leonardo Signorini si occuperà di acquacoltura con un progetto che prevede l’interazione simbiotica tra specie alofite (piante cioè resistenti all’acqua di mare) e coltura di Paracentrotus Lividus, il comune riccio di mare delle nostre coste, che per l’inquinamento delle acque e la pesca ha ridotto notevolmente la sua popolazione. Questi progetti possono essere realizzati grazie alla preziosa presenza e collaborazione di Gaetano D’Angelo, insegnante tecnico pratico dotato di grande esperienza tecnica, versatilità e notevole capacità.