Scuola, disagi per gli scioperi della Fisi: c’è rabbia tra i genitori degli alunni

Piombino, problemi per le famiglie nonostante le adesioni scarse: «Sbagliato ridurre l’orario, così si creano solo delle difficoltà»

 

PIOMBINO. Uno sciopero fino al 31 ottobre proclamato da una siglia sindacale (la Fisi) quasi sconosciuta. Le adesioni molto limitate da parte del personale docente e Ata. Eppure nelle scuole di Piombino i disagi non sono mancati, tra riduzioni negli orari degli alunni e genitori costretti ad andare a prendere i figli con ore di anticipo. Tanto che, sui social e nelle chat dei genitori, è esplosa la protesta. È questa, in pillole, la situazione venutasi a creare in città per lo sciopero proclamato contro l’obbligo di Green pass.

Nei giorni scorsi i genitori sono stati raggiunti da una comunicazione di sciopero di dieci giorni. «Nonostante la bassa adesione – dice Letizia Braschi, dirigente della “Guardi” – i disagi non mancano. Chiediamo infatti ai genitori di verificare giornalmente l’effettiva apertura dei plessi che potrebbero essere condizionati da un’improvvisa adesione. In caso qualche docente abbia dichiarato di voler scioperare, si modifica l’orario facendo entrare più tardi o uscire prima le classi». Ma i maggiori disagi sono nelle scuole dell’infanzia e primarie dove si ha a che fare con bambini piccoli e con orario su due turni. In queste scuole per ovviare all’incertezza sull’adesione o meno di docenti e personale Ata, specie del secondo turno, si è deciso di far uscire i bimbi tra le 13 e le 13,30 (al massimo alle 14 alla primaria) invece che alle 16 a prescindere che lo sciopero venga fatto o meno.

«Per me è un grosso problema – dice Luisa, mamma di due bambine che frequentano una la scuola dell’infanzia, l’altra la primaria – sono sola e ho scelto il full time proprio perché col mio lavoro non riesco ad andarle a prendere prima del pomeriggio». «Premesso che non condivido le motivazioni dello sciopero – puntualizza Lorenzo, padre di una bimba alla materna – ne riconosco il diritto. Quel che non capisco è la scelta di ridurre preventivamente l’orario nonostante non vi siano iscritti al sindacato Fisi nella nostra scuola». Gli fa eco Serena, mamma di due bimbi alla scuola dell’infanzia, contrariata non per lo sciopero quanto per la scelta di ridurre l’orario a prescindere dall’adesione: «Questo non è scioperare – dice – perché non si va nelle piazze a protestare, ma si crea solo un problema alle famiglie».

«Il grosso disagio – dice Irene, mamma di una bimba che frequenta la primaria – è per chi ha opzionato il tempo lungo e alla fine non si fa che mettere in difficoltà i bambini che hanno già perso giorni tra Dad e quarantene».

La dirigente Francesca Velardi, del secondo circolo, spiega che al personale viene consegnato un modulo su cui ciascuno deve scrivere se intenzionato ad aderire, se non lo è o se ancora non ha deciso. «In molti si sono riservati il diritto di valutare – spiega Velardi – perciò l’unico modo per garantire ai genitori un orario certo di uscita e il servizio mensa è anticipare l’uscita tra le 13 e le 13,30 all’infanzia e alle 14 alla primaria. In caso mancasse personale Ata o docenti nel secondo turno dovremmo avvisare 800 famiglie, in più molti ragazzini tornano a casa con l’autobus».

Liliana Mele, prima collaboratrice del dirigente primo circolo, sottolinea che una commissione di garanzia è riunita in queste ore per valutare la legittimità dello sciopero. «È una situazione nuova anche per noi – spiega – e in attesa di una loro valutazione non possiamo fare altro che ridurre l’orario, eliminando le ore pomeridiane, ma cercando di garantire almeno parte del servizio». Ma come se non bastasse l’anomalia è che lo sciopero è stato proclamato il giorno stesso in cui sarebbe dovuto iniziare, non rispettando evidentemente i cinque giorni dalla comunicazione preventiva».

«Questa sigla sindacale non ha rappresentatività all’interno della scuola – dice Veronica Virgili, segretaria organizzativa Cgil scuola Livorno – La commissione di garanzia si è espressa sull’illegittimità dello sciopero dal 15 al 20 e ora si è nuovamente riunita. La Fisi rischia sicuramente di essere sanzionata dal garante, oltretutto non si ha memoria di scioperi a oltranza nella scuola. La motivazione della protesta è esclusivamente no Green pass quando sinceramente trovo si distolga solo l’attenzione dai veri problemi della scuola».