Elba, la ripartenza non fa decollare l’aeroporto e la Regione versa 570mila euro ogni anno

Passeggeri in partenza dall’aeroporto di La Pila, lo scalo nel territorio comunale di Campo nell’Elba

Sono i fondi per far funzionare i voli in continuità, ma non per rilanciare uno scalo in perdita che attende risposte sui progetti

CAMPO NELL'ELBA. La Regione Toscana attende il «progetto definitivo di adeguamento dello scalo alla normativa Enac». Alatoscana ha però presentato solo uno «studio aeronautico» perché, per bocca dell’amministratore delegato Claudio Boccardo, «il futuro dell’aeroporto va condiviso con gli elbani». Questi ultimi, o meglio i sindaci che li amministrano, in parte sono contrari o temono l’allungamento della pista a La Pila, in parte nicchiano. L’unico a muovere un passo è Davide Montauti, anche perché sul suo territorio è presente uno scalo aeroportuale in funzione ma privo del piano di rischio. Per esprimersi il sindaco di Campo chiede uno studio economico indipendente sull’impatto dei lavori proposti da Boccardo. Questo spetterebbe alla Gestione associata turistica (Gat) che però non sembra trovare tempo e fondi per commissionarlo, ma trova tempo e fondi per sostenere il collegamento aereo con Bologna altrimenti fuori mercato. Il che conferma tanto le tesi della società aeroportuale, «con questa pista non si può raggiungere il pareggio di bilancio», quanto i contrari allo scalo che lo vedono solo come «un pozzo senza fondo in cui si perdono fondi pubblici». Finanziamenti che in effetti arrivano soprattutto dalla Regione. E il costo di questo gioco dell’oca è, solo per le casse regionali, di almeno 570mila euro all’anno. Mentre i passeggeri sono passati dai 20.439 del 2015 ai 5.329 registrati fino allo scorso mese di agosto.

È quanto è emerso in consiglio regionale con l’interrogazione «in merito alle politiche di sviluppo dello scalo aeroportuale dell’Isola d’Elba» presentata dal consigliere di Marco Landi all’assessore alle Infrastrutture, alla mobilità e al governo del territorio Stefano Baccella. Un’interrogazione in cui il leghista ricorda come «nel documento di monitoraggio del “Piano regionale infrastrutture e mobilità 2016” si legge che a garanzia della sicurezza e dell’operatività dell’aeroporto di Marina di Campo a fine 2015 la Regione ha destinato un contributo annuale, attualmente aggiornato a 570 mila euro, a favore di Alatoscana». Fondi che consentono «sia i normali traffici aeroportuali, sia l’operatività di voli di continuità territoriale Elba-Pisa, Elba-Firenze ed Elba-Milano Linate».


Vale a dire, di fatto, la stragrande maggioranza dei voli di linea dell’aeroporto dell’Elba di cui la stessa Regione è socio di maggioranza con il 51,05 percento ma di cui sembra non occuparsi più di tanto. O almeno così appare quando Baccella risponde al punto in cui Landi chiede «se sia stata analizzata l’ipotesi di ripristino dei collegamenti con le destinazioni quali, a titolo di esempio, Altenrhein, Berna, Friedrichshafen, Monaco, Zurigo, già servite fino al 2015, quando dall’aeroporto transitavano 20.500 passeggeri circa». L’assessore si limita a dire che «si evidenzia, per quanto di competenza, che l’attivazione o il ripristino di linee aeree deve avvenire nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato».

Del resto anche le altre risposte all’interrogazione di fatto si limitano a ribadire quanto già comunicato in passato: «lo scenario progettuale... definisce la realizzazione di interventi per un costo di 17 milioni di euro»; «gli interventi includono in prima istanza la deviazione della provinciale 25 e la deviazione del fosso dei Forcioni»; è stata individuata «una taglia di aeromobile di capacità massima dell’ordine di 70 posti».

Insomma nessun chiarimento su quale sia il futuro dell’aeroporto, sul fatto che i lavori proposti da siano o meno avviati e, di fatto, nemmeno un giudizio sugli stessi. Insomma sembra ripetersi il gioco dell’oca dell’Aeroporto dell’Elba: la Regione richiama Alatoscana, questa poi richiamerà i Comuni, che coinvolgeranno la Gat che si rifarà di nuovo sulla Regione. E intanto a Marina di Campo si rischia di perdere passeggeri e soldi pubblici.

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