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Giorgetti conferma l’impegno su Jsw: «Ma gli indiani presentino un piano serio»

Il ministro: «Non siamo rimasti fermi su Piombino». Romano (Pd) attacca: «Il governo recuperi il grave ritardo»

PIOMBINO. «Smentisco che il governo sia rimasto inattivo su Piombino». Così il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti è tornato a parlare di Jsw e del polo siderurgico di Piombino dopo dieci giorni dall’assemblea di Federacciai, nel corso della quale aveva fatto il punto sull’accordo in fase di definizione tra il gruppo indiano e la società partecipata Invitalia.

Nel corso dell’audizione sulla situazione della siderurgia nazionale convocata dalla commissione attività produttive della Camera, Giorgetti ha spiegato come il governo abbia in questi mesi avuto delle discussione franche e aperte con Jsw riguardo al progetto industriale su Piombino che, ha ribadito Giorgetti, in un primo momento è stato rispedito al mittente «in quanto totalmente insoddisfacente».


Non solo, il ministro Giancarlo Giorgetti è stato ancora più esplicito: il governo continua a puntare sul rilancio di Piombino. «Invitalia – ha detto il ministro – è assolutamente disponibile a investire, ma l’interlocutore deve presentare un piano industriale serio. Il memorandum nasce con questo scopo». Il riferimento è all’intesa siglata a settembre tra Invitalia e Jsw, che dovrà essere definita entro la fine dell’anno e garantirà l’ingresso della società pubblica nel capitale di Jsw (non è ancora chiaro con quale peso e con quale investimento).

Nel corso dell’audizione in commissione attività produttive il deputato del Pd, Andrea Romano, è intervenuto sollecitando il responsabile del governo a recuperare «il grave ritardo accumulato dal Governo sull’impianto Jsw di Piombino, partendo dal primo e positivo passo rappresentato dalla firma del memorandum of understanding tra Invitalia e Jsw – ha spiegato Romano – Un primo passo, appunto, a cui deve seguire un cronoprogramma stringente che punti alla formalizzazione dell’ingresso di Invitalia nel capitale dell’impianto - subito dopo la due diligence appena avviata - e alla presentazione di un piano industriale finalmente credibile e capace di rilanciare con investimenti concreti le capacità produttive e occupazionali delle acciaierie ex Lucchini». Il termine per chiudere l’accordo tra Invitalia e Jsw è la fine dell’anno.

Il deputato Pd Romano conta che si concretizzino rapidamente «passaggi urgenti, che devono vedere il coinvolgimento delle parti sociali (più volte sollecitato, anche da parte della Regione Toscana, e mai realizzato) e la subordinazione della commessa decennale Rfi per la fornitura di rotaie alla presentazione del piano industriale – aggiunge – il ministro Giorgetti ha ribadito l’interesse del Governo e del suo ministero al rilancio dell’impianto, anche attraverso la compartecipazione di Invitalia, sottolineando l’importanza di una più attiva collaborazione della proprietà Jsw. Noi continueremo a vigilare sul mantenimento degli impegni di parte ministeriale e governativa, consapevoli dell’urgenza di recuperare il ritardo accumulato e di dare risposte autentiche ad un’emergenza ormai insostenibile per i lavoratori e per tutta la costa toscana. E dunque insisteremo anche in Parlamento, così come facciamo sul territorio, affinché le parole del ministro si traducano in atti concreti».

Il dibattito sul destino della fabbrica di Piombino rompe un silenzio che si trascina dal 22 settembre scorso, la data in cui è stata annunciata la firma dell’intesa preliminare. Da allora è partita la due diligence che dovrà portare alla chiusura definitiva dell’accordo, ma sui contenuti, al momento, è calato il silenzio.

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