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È morto l’ingegner Alberto Nannoni

Un primo piano di Alberto Nannoni

Aveva 73 anni, è stato vittima di un incidente domestico: in tanti lo piangono in città e nella sua amata isola d’Elba

PIOMBINO. «Mi devi spiegare come fa l’Elba ad essere amministrata da tutti quei Comuni». Alberto Nannoni, da buon ingegnere, questa cosa non riusciva proprio a mandarla giù. La sua amata Elba, il luogo dove trascorreva gran parte dell’estate con la moglie Daniela nella casa situata nel centro storico mediceo, divisa in tutti quei piccoli potentati locali. Impossibile, poco economico, da superare. Ne era convinto Alberto. Ma mica si fermava alle analisi superficiali. Lui al ragionamento faceva seguire l’impegno personale e il contributo di idee.

Per questo è stato uno dei sostenitori più strenui della campagna per il Comune unico dell’Elba e, in generale, della semplificazione amministrativa: un suo grande cavallo di battaglia. La sua curiosità si estendeva anche alla faccende di Piombino, la città nella quale risiedeva. È per questo motivo che, ieri, la tristezza è andata avanti su e giù per il canale, da Piombino a Portoferraio.


L’ingegner Alberto Nannoni è morto, vittima di un tragico incidente domestico accaduto giovedì pomeriggio nella sua abitazione di lungomare Marconi. È caduto da una scala. Purtroppo si è capito subito di quanto la situazione fosse disperata. Aveva 73 anni. Solo ieri, dopo alcuni giorni di ricovero nell’ospedale di Villamarina, è stata dichiarata la sua morte. Nannoni era il direttore della Fondazione Isola D’Elba Onlus dal 2018, attivo nella vita politica e sociale elbana e della Val di Cornia, rispettato da tutti. «Ci lascia una grande persona – ha commentato Marco Mantovani, titolare dell’azienda Locman e presidente della Fondazione – una figura di straordinario spessore, umanità, intelligenza e cultura».

Un riassunto fedele del modo di essere di Nannoni. Una volta in pensione, dopo un lungo e prestigioso percorso professionale come ingegnere (ha lavorato per anni in Magona), Nannoni non ha perso interesse per l’attualità del nostro territorio. Non nascondeva il suo pensiero, ascoltava molto e, soprattutto approfondiva le questioni, in special modo quelle più complicate. Dalla discarica e dalla crisi industriale di Piombino, fino alla frammentazione amministrativa e allo stallo dell’aeroporto dell’isola d’Elba.

I suoi commenti appassionati, mai banali, venivano sempre molto ascoltati. «Da quasi quattro anni si occupava con il ruolo di direttore della onlus elbana – spiegano dalla Fondazione Elba – mettendoci tutto se stesso e tutto il suo forte senso di appartenenza nei confronti del territorio».

Lascia la moglie Daniela, il figlio Giacomo, due nipotini e tante persone che gli volevano bene. La benedizione della salma avverrà al cimitero del Santissimo Sacramento di Portoferraio questa mattina alle 11.

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