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No all’AcquaPark in piazza Bovio, la provocazione del partito che non c’è

La locandina-provocazione per il no all’AcquaBovioPark

Piombino. Dopo aver bocciato la fantomatica diga sul Cornia, Stefano Fontana e il gruppo dei “Depauperati consapevoli” tornano in campo

PIOMBINO. No all’AcquaBovio Park. Di sicuro una locandina che si fa notare, con quegli scivoli giganteschi che finiscono in mare e la terrazza sovrastante occupata da strutture svettanti davanti all’arcipelago toscano. Anche la firma non passa inosservata: Un.de.co. Che sta per Unione depauperati consapevoli. Sezione distaccata Val di Cornia. Un partito che non c’è, ma ha un presidente, Stefano Fontana, che lo ha fondato nel 1996, un consiglio, formato da Stefano Maganzi, Vittorio Monarca, Gianna Pasquali, Fabio Fagnani, Elisa Rodriguez, Mario Bernardini, Elio Vernucci, Rosanna Costa e Fabio Pratesi, e persino qualche iscritto. Niente quota, per entrare basta riempire un modulo in cui si specifica in cosa si è stati depauperati dalla vita.

il gruppo dei “Depauperati consapevoli


Le risposte sono disparate. Dalla casa alla pensione, dal diritto allo studio alla cura. Alla speranza. Questo basta per entrare nel partito finto e ricevere una tessera che immortala Fontana in versione semiadamitica. Un.de.co., come tutte le formazioni politiche che si ripettino, ha anche manifesto programmatico ben definito. «Pensare è distinguere. È – si legge – saper riconoscere quando due cose sono di natura diversa, tra loro inconciliabili. Ma sappiamo riconoscere chi depaupera da chi è depauperato? Sappiamo compiere ancora questa elementare distinzione?». Le domande alla fine sono queste. Con qualche risposta. Per Fontana «Il fatto che la maggioranza delle persone avalli, più o meno passivamente, magari con un voto (o con un non-voto) progetti politici che si rivolgono indistintamente a tutti, depauperanti e depauperati, fa temere il contrario. Con i primi che hanno scippato anche la consapevolezza ai secondi».

Dove il termine consapevolezza è sottolineato. La prospettiva che si delinea per piazza Bovio non è la prima provocazione lanciata dal gruppo. Che anni fa si mobilitò contro il progetto di una diga sul Cornia. Un’ipotesi ventilata ma morta di lì a poco e che Un.de.co. rispolverò tempo dopo per contrastarla. E in tanti ci credettero. Con la comunità che si divise tra favorevoli e contrari. Alla fine, un piccolo corteo trionfante raggiunse il chiostro di San Francesco a Suvereto per un’assemblea pubblica in cui si annunciò la vittoria: «La diga sul Cornia non si farà. Abbiamo vinto». «Ricordo che un cittadino ci augurò di morire di sete», racconta ridendo Fontana.

«Insomma, si parte da un’ipotesi lontana ma in qualche modo credibile», ricorda il presidente, artista eclettico di lungo corso. La ruota, l’elicottero, il leit motiv “com’è bella piazza Bovio” in tempi di ragionamenti spesso semplicistici su un turismo pur che sia, danno sostanza e credibilità alla nuova battaglia di Un.de.Co. E i commenti social lo confermano. «Mentre la città è in degrado, – aggiunge Fontana – il polo industriale sta morendo, la sanità è allo sfascio e i lavoratori di Rimateria senza futuro si aggiungono a tanti altri, si sposta l’attenzione su altro. Anche con provocazioni culturali come la nostra proviamo a favorire una maggiore consapevolezza». Naturalmente Un.de.co. prende posizione pure in questo caso e sulla stessa locandina, preceduta da post e filmati ironici, si legge: «Domani potrebbe succedere, domani potrebbe essere troppo tardi. Uniamoci per dire no all’AcquaBovio park».

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