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«Rimateria, lavoratori soli e abbandonati, quaranta famiglie attendono risposte»

Sindacati contro politica e istituzioni: «Spariti Comuni e Regione, Ferrari aveva detto che ricollocare tutti non era un problema»  

PIOMBINO. «La politica e le istituzioni hanno dimenticato i lavoratori di Rimateria. Che da quattro mesi sono soli, abbandonati. E anche molto incazzati».

Aria tesa ieri mattina davanti ai cancelli della discarica di Ischia di Crociano, dove una ventina di lavoratori, alcuni tra i pochi rimasti part time per garantire minime condizioni di sicurezza di una discarica chiusa da un giorno all’altro, e gli altri licenziati (in totale 28 su 40), hanno seguito una conferenza stampa indetta da Filt Cgil (Giovanni Golino), Uil Trasporti (Massimo Marino), Fit Cisl, (Uliano Bardini), Fiadel (Andrea Rossi).


«Questi lavoratori ormai prendono indennità che li lasciano sotto la soglia di povertà – hanno detto i sindacalisti – perché chi è in discarica fa poche ore, gli altri hanno solo la Naspi, per due anni, di valore decrescente di mese in mese». Gente quindi che guadagna poco meno di mille euro, stritolata nei meccanismi di un fallimento «che è il primo che si conosca di una discarica pubblica».

Perché su questo i sindacati insistono: «Questi lavoratori sono entrati in Asiu con concorsi pubblici, se Asiu è la “madre”, non ci possono essere figli e figliastri». Il riferimento è al fatto che quando Asiu è stata spacchettata col trasferimento dei rifiuti urbani alla Sei Toscana, alcuni lavoratori sono andati con quella società e si sono salvati, gli altri sono finiti con Rimateria e improvvisamente si sono trovati senza lavoro.

«Ma dove sono finiti – dicono i sindacati – i Comuni soci? Che fa la Regione? Perché sono tutti spariti? Qui sono passati quattro mesi, eppure il sindaco Ferrari aveva detto che non c’erano problemi a ricollocare questi lavoratori. Quel che sta accadendo dovrebbe aver fatto capire che chi diceva che con la discarica chiusa si sarebbe stati meglio sbagliava. Perché non solo c’è il dramma dei lavoratori, ma anche un forte rischio dal punto di vista ambientale, visto che la discarica continua a produrre biogas e percolato, e le bonifiche non si fanno, mentre invece questo avrebbe potuto essere il compito dei lavoratori di Rimateria»

Ma qual è allora la proposta dei sindacati? «Occorre riaprire immediatamente un tavolo – sostengono Filt Cgil, Ui Trasporti, Fit Cisl e Fiadel – con i Comuni della Val di Cornia, Ato Sud e Regione, per discutere come ricollocare i lavoratori di rimateria. Ad esempio crediamo che nel caso Sei Toscana si trovi ad assumere personale, debba guardare dentro Rimateria».

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