Morcone, spiaggia record: sono nate 72 tartarughe, nessuno meglio in Toscana

I volontari di Legambiente “aprono” il nido sotto la terrazza del bar La Scogliera. Conteneva 85 uova, solo 13 non si sono schiuse, sabato le ultime quattro nascite

CAPOLIVERI. Sono 72 le tartarughine nate nel nido di Morcone dove, all’apertura, ne sono state trovate 4 ancora vive. «Si tratta – fanno presente da Legambiente – probabilmente del più grosso successo riproduttivo tra i 7 nidi di tartarughe Caretta caretta accertati quest’anno in Toscana».

Tutto è cominciato la notte del primo ottobre quando, a sorpresa, alcune tartarughine marine sono sciamate sulla spiaggia del comune di Capoliveri. Nei giorni successivi i volontari organizzati da Legambiente Arcipelago Toscano hanno organizzato turni di sorveglianza giorno e notte, sfidando anche temporali, vento e pioggia, permettendo a 20 tartarughine di raggiungere il mare in sicurezza. Intorno a mezzogiorno del 9 ottobre i ricercatori di Arpat, Università di Siena e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, hanno aperto il nido, circondati da una piccola folla di curiosi e volontari. Quasi subito, insieme al primo guscio d’uovo, le ricercatrici si sono imbattute in una tartarughina ancora viva, la prima di quattro esemplari sopravvissuti nel nido che originariamente conteneva 85 uova, 72 delle quali si sono schiuse.


Le “ultime” quattro nate, dopo essere state pesate e misurate, sono state poste sulla “pista di lancio” realizzata dai volontari del Cigno Verde e hanno raggiunto lentamente il mare tra le due ali di una piccola folla premurosa e attenta, tra cui anche bambini, che ha fatto il tifo (e scattato migliaia di fotografie e girato innumerevoli video) perché le 4 piccoline raggiungessero il mare attraversando la sabbia e la posidonia piaggiata.

«Tutti i nostri eccezionali volontari che si sono sobbarcati i turni di sorveglianza 24 ore su 24 – commenta Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe di Legambiente Arcipelago Toscano e Parco Nazionale – ringraziamo le molte persone che si sono messe a disposizione con entusiasmo e che ci hanno dato una mano davvero indispensabile a coprire i turni di sorveglianza, l’amministrazione comunale di Capoliveri, gli abitanti di Morcone, i turisti e gli operatori turistici che ci sono stati accanto con il loro interesse e aiuto in particolare il bar La Scogliera (sotto la cui terrazza mamma tartaruga ha scelto di nidificare) e il ristorante Drago per la cortese disponibilità. È stata una nuova avventura ambientale e scientifica, un’emozione che resterà nel cuore di chi l’ha vissuta e un ricordo incancellabile per i turisti italiani e stranieri che hanno assistito a questa affascinante vicenda che continua a ripetersi sulle nostre spiagge».

La speranza è che qualcuna di queste tartarughe,tra qualche decina d’anni, tornerà a rinnovare questo piccolo miracolo sulla spiaggia di Morcone. «Ancora una volta abbiamo saputo organizzare sul campo una lezione di scienza ambientale – conclude Umberto Mazzantini, responsabile Mare Legambiente Tosano e nel direttivo del Parco Nazionale – e una spiaggia elbana è diventata di nuovo il simbolo del mare da proteggere e del miracolo della vita che si ripete nonostante le difficoltà che devono affrontare questi antichissimi rettili marini, come l’inquinamento luminoso sulle spiagge e i rifiuti marini spiaggiati e galleggianti».

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