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Bocca di Cornia, investimento di quasi 30 milioni di euro per un maxi impianto fotovoltaico

Il pronunciamento della Corte costituzionale riaccende le speranze del colosso spagnolo delle energie rinnovabili Solarig

PIOMBINO. La sponda, attesa da mesi, è arrivata il 30 luglio. La Corte costituzionale con la sentenza numero 177 fa chiarezza e riaccende le speranze del colosso spagnolo delle energie rinnovabili Solarig sulla zona Bocca di Cornia. La società è così tornata a farsi avanti con il progetto di un impianto fotovoltaico da 33,830 MWp.

Di fatto, il pronunciamento dell’Alta corte dichiara l’illegittimità costituzionale di alcuni vincoli introdotti dalla legge regionale numero 82 del 7 giugno 2020: “Disposizioni relative alle linee guida regionali in materia di economia circolare e all'installazione degli impianti fotovoltaici a terra”. A cadere sono i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 2. Per farla breve, l’Avvocatura generale dello Stato ha censurato la previsione regionale che impediva in aree agricole la realizzazione di impianti fotovoltaici superiori a una determinata soglia di potenza. E la Corte Costituzionale ha sposato questa lettura.


La procedura all’esame del settore via della Regione Toscana conferma l’interesse per uno spicchio di terreno che rientra nelle cosiddette aree deperimetrate con le delibere regionali 68 del 2011 e 107 del 2012: sono quelle individuate e ritenute le uniche adatte per impianti fotovoltaici, recepite con il Piano ambientale ed energetico regionale del 2015, che le ha sottoposte a valutazione ambientale strategica. Il gruppo Solarig, che opera in 16 Paesi e dichiara una potenza installata di 4.500 Mw in 220 centrali solari, ha opzionato 66 ettari di terreni coltivati a seminativo per realizzare il maxi impianto fotovoltaico capace di produrre 50,8 MWh all’anno. Investimento - stando alla cifra indicata sul progetto - pari a 29.763.132 euro.

L’operazione, tramite la controllata Solar Energy Sette Srl, ha una scala in potenza che è cinque volte l’iniziativa poi ritirata a marzo 2020 dalla torinese SVP Energy 1 Srl, che si proponeva di dare corpo a una centrale capace di produrre 9,8 Mw di energia elettrica su 16 ettari al margine settentrionale dell’area produttiva di Montegemoli. Le date della corrispondenza tra Solarig, o meglio la sua controllata Solar Energy Sette, e la Regione sottolineano il peso del pronunciamento della Corte costituzionale in questa vicenda.

Il 19 gennaio di quest’anno in attesa della sentenza la società aveva chiesto di sospendere la valutazione. Il 13 agosto, una manciata di giorni dopo la pubblicazione del pronunciamento sulla Gazzetta ufficiale, ha riscritto agli uffici di Firenze per chiedere la riattivazione del procedimento per il rilascio del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) relativo al maxi impianto fotovoltaico.

L’area interessata è sul lato mare rispetto alla strada 398. Ha una forma triangolare, compresa a ovest dalla statale 398, a sud dalla provinciale 40 e a est dal fiume Cornia. È qui che ha in progetto di installare 76.024 pannelli fotovoltaici monocristallini bifacciali, montati su strutture a inseguimento mono-assiale est-ovest, dette tracker, in metallo i cui sostegni sono “avvitati” a terra. La potenza nominale dell’impianto è pari a 33,830 MWp. Le aree interessate fanno capo a 13 proprietari e tutti, stando a quanto dichiarato dalla Solar hanno stipulato un contratto preliminare per la vendita tranne uno che ha scelto la formula della concessione del diritto di superficie per 30 anni. L’iter autorizzativo in Regione ha ripreso a marciare dal 29 settembre. Entro il 29 ottobre è possibile presentare osservazioni e memorie scritte. La documentazione del progetto è pubblicata nella sezione “Ambiente / Valutazione d’impatto ambientale” del sito web della Regione Toscana.

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