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Anfiteatro da 400 posti realizzato a Villa Mussio. Inaugurazione a maggio

Una veduta aerea dell'anfiteatro Mercurio all'interno di Vila Mussio a Campiglia Marittima

Il nuovo spazio sarà aperto al territorio per eventi e concerti. «Il pregio di una struttura cresce facendo cose belle»

CAMPIGLIA. Alle spalle ci sono le geometrie Ottocentesche di Villa Mussio. All’orizzonte c’è quasi tutta la Val di Cornia, con il colpo d’occhio che si spinge fino all’azzurro del mare. È la quinta che caratterizza l’anfiteatro Mercurio. Lo spazio verde, all’interno di quella che oggi è una struttura ricettiva di lusso e dai piccoli numeri, otto camere doppie con servizi, è l’ultimo tassello in ordine di tempo del complesso ricettivo campigliese. E promette di qualificarsi come uno spazio aperto al territorio.

Dai soggiorni esclusivi agli eventi, come i matrimoni. A Villa Mussio la cifra è il lusso declinato con gli ingredienti della campagna. La realizzazione dell’anfiteatro ha richiesto un complesso intervento per la sistemazione dell’area e lo spostamento di 150 piante di olivo. Il risultato c’è già, ma l’inaugurazione ci sarà solo a maggio del prossimo anno. Intanto sono le immagini a restituire il fascino di una promessa. Un teatro all’aperto da 400 posti che è anche un luogo in cui pensare eventi esclusivi.


«Si può far crescere il livello di pregio di una struttura facendo cose belle, che rimangono e fanno parlare di sé», afferma Maurizio Berrighi, vicepresidente del Gruppo Sae, società editrice del Tirreno, proprietario dell’immobile. Villa Mussio, al pari di altre strutture turistiche, è gestita direttamente dalla famiglia Berrighi. «È una villa di pregio – aggiunge – a cui si legano buone prospettive».

L’anfiteatro Mercurio, che per quinta ha il mare, sarà qualcosa di più di uno dei tasselli che qualificano l’offerta di Villa Mussio. All’inaugurazione, che è prevista a maggio 2022, seguirà la presentazione di un cartellone di eventi che la proprietà definisce «sobrio» e promette di spaziare dal teatro alla musica. Il tutto per farne uno spazio aperto al territorio. Anche sul piano delle collaborazioni. La prima realtà locale con cui è stato stretto un sodalizio è l’associazione Seiventurinesese, ma non saranno gli unici.

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