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Dall’area medica al pronto soccorso, le quattro emergenze dell’ospedale di Piombino

L’ospedale di Villamarina

Personale ridotto all’osso, tempi di attesa dilatati riduzione delle attività. Ecco la situazione reparto per reparto

PIOMBINO. Pronto soccorso, area medica, specialistica chirurgica e diagnostica, con particolare riferimento alla radiologia. Sono queste le quattro principali emergenze che, giorno dopo giorno, rischiano di ingessare l’attività dell’ospedale di Villamarina. «E in sanità quando ci si ferma, di fatto si perde terreno», spiega Paolo Camelli segretario della Uil Funzione pubblica dell’area vasta nord ovest. Sul fronte del personale la coperta è corta un po’ ovunque. A questo si aggiungono i tempi di risposta dei servizi che rischiano di allungarsi drammaticamente e la riduzione dei servizi garantiti che – di fatto – obbligano i cittadini a trasferimenti sempre più frequenti in altre strutture. Ma ecco, nel dettaglio, la situazione all’interno dei reparti dell’ospedale.

1. PRONTO SOCCORSO


Il problema serio è legato alla carenza del personale. Ad oggi, secondo il quadro fornito da Camelli (Uil), mancano tre medici e almeno quattro infermieri. Insomma, la coperta è corta. E bastano un codice rosso e un codice verde che si verificano in contemporanea per mettere in difficoltà il reparto. Difficoltà che si stanno presentando con veemenza in seguito all’aumento degli accessi (circa 60-70 al giorno) dopo il rallentamento durante la pandemia.

2. AREA MEDICA

Il conto è di due medici sotto la quota standard e 5-6 infermieri, le cui defezioni sono coperte solo parzialmente dagli operatori socio sanitari (che peraltro hanno funzioni diverse). In questo contesto non possono decollare gli investimenti, richiesti da tempo dai sindacati, necessari a migliorare la qualità dei servizi garantiti.

3. CHIRURGIA

In chirurgia il problema principale è legato alla mancanza di stabilità del personale, visto che nei prossimi mesi sono previsti diversi trasferimenti. Un ricambio al quale, ad oggi, non sono state affiancate delle soluzioni certe per il mantenimento delle attività. Il risultato? Si rischia uno stand-by che finirebbe per allungare sensibilmente i tempi di attesa per i vari interventi. A ciò si aggiunge la solita coperta corta: meno tre infermieri e meno due oss rispetto al livello di guardia. In ortopedia va anche peggio, visto che mancano all’appello – cronicamente – tre medici ortopedici. Ciò limita l’attività di Villamarina, dove non viene effettuata la guardia notturna e la guardia prefestiva e festiva. In soldoni chi si fa male la domenica o di notte, viene portato in altri ospedali. In urologia, invece, si viaggia con un medico e mezzo, un organico con il quale si cerca di far fronte alle richieste- Ma con 2550-300 interventi all’anno il rischio è di non farcela.

4. DIAGNOSTICA
Da oltre quattro mesi il reparto di radiologia va avanti con due medici, ai quali si aggiungono in modo sporadico dei rinforzi in arrivo da altri presìdi della area nord ovest della Toscana. I tempi di attesa sono dilatati, con gran parte della diagnostica che è già stata dirottata su strutture private convenzionate. Il bilancio è di cinque medici e almeno due tecnici sotto il livello di guardia.