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Dissalatore, Montagna cerca lo stop in extremis

Capoliveri, il sindaco si gioca la carta dell’opposizione inviata al presidente del consiglio: «L’impianto non è di pubblica utilità, il danno ambientale sarebbe irreparabile»

PIOMBINO. «Mi batterò in tutti i modi contro la realizzazione del dissalatore a Mola». La frase è del sindaco di Capoliveri Walter Montagna che sintetizza in questo modo le azioni che il Comune sta portando avanti per fermare il progetto dell’impianto. Dopo aver presentato parere negativo contro il progetto in conferenza dei servizi, il sindaco capoliverese ha presentato un’opposizione al presidente del consiglio dei ministri proprio contro quanto deciso dalla conferenza dei servizi e dal decreto dell’Ait (l’Autorità Idrica Toscana) del settembre scorso, a completamento dell’iter per il dissalatore. Nel frattempo però, a luglio scorso, è stato aggiudicato l’appalto da parte di Asa per la realizzazione e la gestione dell’impianto, a un raggruppamento di imprese che vede come capofila la Suez International. Ma il sindaco di Capoliveri non ha intenzione di arrendersi.

Nei giorni scorsi ha partecipato a Roma a un convegno organizzato dalla Fondazione Univerde e da Mare vivo sul tema” Alternative sostenibili ai dissalatori nelle isole. Allarme inquinamento e qualità delle acque” per far sentire la sua vice di dissenso all’impianto. Montagna contesta la pubblica utilità del progetto e il suo impatto sull’ambiente.


«È emerso che l’opera, pur essendo considerata strategica, è parzialmente finanziata – fa presente il sindaco di Capoliveri – e il restante necessario dovrà arrivare dalle bollette degli utenti. Quindi viene imposta dall’alto senza avere i finanziamenti, secondo me non doveva andare in approvazione definitiva, ma solo in approvazione tecnica come viene previsto quando non c’è copertura». E infine la scelta del luogo di realizzazione. «Non è un fatto di volerlo scaricare ad altri – assicura Montagna – ma proprio di mettere in discussione la scelta di fare il dissalatore. Mi sono documentato e ho visto che il dissalatore e la conduttura fornirebbero solo una minima parte per il consumo idrico, il resto andrebbe a compensare la scarsa adeguatezza delle infrastrutture, a coprire le perdite. Allora non capisco come mai venga dichiarata la pubblica utilità quando invece si tratta di un problema infrastrutturale perché l’acqua si perde per strada». Secondo il sindaco di Capoliveri non si può considerare il dissalatore opera strategica e di pubblica utilità. E allora in questa situazione diventa fondamentale la condotta sottomarina, raddoppio di quella esistente, obsoleta e quindi a rischio. «Nessun altra isola ha fatto la scelta di avere un dissalatore – considera – sono tutte collegate da condutture sottomarine. Mi era stata garantita dall’assessore regionale l’apertura di una discussione proprio sul raddoppio della condotta sottomarina che di fatto metterebbe l’isola al sicuro».

A questo punto il dissalatore non sarebbe più una priorità e secondo Montagna «si eviterebbero anche pesanti ricadute sull’ambiente». «Considerare quell’opera strategica è a dir poco è riduttivo e poi non è assolutamente un progetto green – termina – come si può proseguire su questa strada mentre abbiamo firmato il manifesto Elba 2035 per la sostenibilità dell’isola?».