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Sicmi conferma il trasloco a Carrara. «Ma lavoriamo per una sede in città»

La lavorazione di uno scafo nel capannone di Montegemoli (foto Paolo Barlettani)

Il capannone in cui l’azienda costruiva scafi per maxiyacht è stato ceduto a un’asta a cui la società non ha partecipato. Naspi per chi tra i 90 lavoratori non accetterà il trasferimento

PIOMBINO. Sicmi Sea Style, l’azienda che dal 2017 nel capannone di Montegemoli costruiva scafi per maxiyacht, come anticipato dal Tirreno lascerà Piombino nei prossimi mesi, prevedibilmente alla fine di febbraio, per trasferirsi a Carrara, dove ha già una struttura in cui opera. Porterà con sé alcuni dipendenti, se accetteranno il trasferimento, con la promessa di tornare a Piombino nell’eventualità che vada in porto un percorso avviato col la viceministra Alessandra Todde per l’individuazione (e la bonifica) di un’area sul porto. Se i lavoratori (in totale sono una novantina), a cui verrà proposto, non accetteranno il trasferimento, per loro ci sarà solo la Naspi, cioè la temporanea indennità di disoccupazione dopo il licenziamento.

È questa la sintesi emersa dall’incontro di ieri convocato in Comune dal sindaco Francesco Ferrari, dopo la ridda di voci che si erano inseguite sul possibile trasferimento della società a Carrara. A determinare la decisione di Pasquale Di Napoli, proprietario di Sicmi, è stata la cessione all’asta del capannone a Montegemoli dove la sua azienda opera dal 2017 dopo aver affittato il ramo d’azienda dai fratelli Pietrini. Asta a cui Sicmi non ha partecipato, vista la volontà comunque di trovare un’altra soluzione che consentisse migliori condizioni dal punto di vista della logistica. Probabilmente riteneva – dopo che Comune, Autorità portuale e Confindustria avevano già contribuito a risolvere almeno temporaneamente una parte dei problemi logistici – che ci fosse più tempo a disposizione per trovare la soluzione cercata.


«Il Comune è sempre stato vicino all’azienda, sempre pronto a recepirne le necessità e a fare il possibile per abbattere gli ostacoli – ha detto al termine della riunione Ferrari – esattamente come cerchiamo di fare quotidianamente per tutte le aziende del territorio. Siamo ben consapevoli delle difficoltà che gli imprenditori si trovano a fronteggiare e, vista l’importanza dell’industria per Piombino, siamo sempre disponibili al dialogo e a farci portavoce del settore, se non a risolvere i problemi quando di nostra competenza».

Di Napoli cerca di rassicurare sul futuro, sostenendo che «come azienda, siamo da sempre impegnati a rimanere sul territorio», e spiegando «che al momento, vista l’imminente necessità di lasciare il capannone ora sede della nostra attività, poiché acquistato da terzi, abbiamo deciso di spostare su Carrara le maestranze formate a Piombino con l’unico scopo di mantenerle per ricollocarle quanto prima nella prossima sede nella nostra città: a tale scopo, l’azienda ha attivato un canale con il ministero dello Sviluppo economico».

Possibilità a cui sembra dar credito Ferrari, o almeno in cui spera, affermando che «l’interlocuzione tra Sicmi e Mise, oltre a essere utile per l’individuazione della nuova sede e delle risorse necessaire, può aiutare a definire un metodo efficace». Metodo che, secondo il sindaco, «una volta collaudato, potrà essere declinato a favore di altri imprenditori e a soluzione di quelle aree che il nostro territorio può vantare e che possono essere appetibili per tutta una realtà produttiva che qui può insediarsi e crescere. Sarebbe utile, a questo scopo – conclude – delineare un percorso con Regione e Governo, come successo per Taranto, che tenga insieme recupero delle aree dismesse, bonifiche e incentivi fiscali per tutte quelle imprese che potrebbero investire sul territorio».

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