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Aggredì a coltellate l'inquilino della compagna, condannato a otto anni

Le tracce di sangue nel centro di Venturina, la pattuglia dei carabinieri sul posto e il coltello con lama di 24 centimetri usato per il tentato omicidio

Venturina. A evitare il peggio è stato l’intervento della donna, che si sarebbe messa in mezzo tra i due, finendo a sua volta per essere colpita. L’uomo è in carcere a Livorno per tentato omicidio.

VENTURINA. Otto anni per tentato omicidio. Stelica Apetroaie, 61 anni, sconterà la pena nel carcere delle Sughere di Livorno, dove si trovava in attesa di giudizio. Si chiude così la vicenda che risale al 24 settembre dello scorso anno. Una notte di sangue, consumata tra le mura di un appartamento e finita in strada, nel centro di Venturina.

Sono da poco passate le 21 quando dalla centrale operativa del 118 si rivolgono al 112 per chiedere l’intervento dei carabinieri nel centro di Venturina. C’è un uomo a terra in via Indipendenza, che sta perdendo sangue e ha ferite provocate da un arma da taglio. Sul posto l’ambulanza con medico della Croce rossa Val di Cornia Nord. E un secondo mezzo di soccorso è in via Silvio Pellico. Qui c’è una donna, anche in questo caso con ferite da arma da taglio. In un attimo i due episodi vengono messi in relazione dai militari dell’Arma. Nel frattempo, l’accoltellatore si è dato alla fuga a bordo della propria auto. Questi gli elementi all’origine di un’indagine che si concluderà con l’arresto di Stelica in aperta campagna, in località Ponte di Ferro.


Stando alla ricostruzione dei fatti, Stelica accusava la compagna Elena Tabrea di avere una relazione con l’inquilino affittuario Daniel Danila, 46 anni. Al termine di una discussione, la sera del 24 settembre dello scorso anno, Stelica sferra un pugno all’uomo minacciandolo: “Ti ammazzo”. E in un attimo passa alle vie di fatto colpendolo più volte con un coltello. Ferite al collo e all’emitorace destro, con lesioni classificate potenzialmente mortali. Danila finì all’ospedale di Cisanello a Pisa per essere operato d’urgenza, aveva un polmone perforato.

Le testimonianze acquisite a processo parlano di uno Stelica fuori di sé, con una rabbia alimentata dalla gelosia verso la compagna e dall’alcol. Quella sera a cena avrebbe bevuto molto vino. Le minacce, il pungo. E afferrato il coltello, una lama affilata di 24 centimetri, non avrebbe esitato a infierire su quello che hai suoi occhi era il rivale in amore.

A consentire a Danila di evitare il peggio è stato l’intervento della donna. Si sarebbe messa in mezzo tra i due per tentare di fermare il compagno, finendo a sua volta per essere colpita, cavandosela con qualche punto di sutura e una prognosi di otto giorni.

La vittima del tentato omicidio è stata difesa dall’avvocato Elena Parietti di Piombino. Il processo di fronte al giudice Antonio Del Forno, pubblico ministero Ezia Mancusi, si è svolto al tribunale di Livorno con la formula del rito abbreviato. Nella sentenza, che è stata depositata in questi giorni, disposto anche un risarcimento che in via previsionale è stato quantificato in 25mila euro, rinviando in sede civile l’esatta quantificazione del danno.

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