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Sicmi pensa di nuovo a traslocare a Carrara. Ferrari convoca l’azienda in Comune

Sono 90 i dipendenti: la società non smentisce l’addio mentre i problemi logistici sembravano temporaneamente risolti

PIOMBINO. Dopo poco più di nove mesi da quel che sembrava il cessato allarme sul futuro piombinese della Sicmi, azienda che produce scafi da maxiyacht per colossi del calibro di Azimut Benetti, Nuovi Cantieri Apuania e San Lorenzo Yacht, e che occupa una novantina di lavoratori diretti, oltre all’indotto, tornano le voci di un trasloco imminente in favore del porto di Massa Carrara. Dove ci sarebbero condizioni ottimali dal punto di vista logistico, che avrebbero convinto Pasquale di Napoli, proprietario di Sicmi, a decidere per il trasferimento delle sue attività da Piombino dopo tante polemiche.

Voci appunto, che però l’azienda non smentisce, spiegando solo che parlerà più avanti, probabilmente dopo l’incontro che domani Di Napoli avrà col sindaco Francesco Ferrari, che ha convocato la proprietà proprio in relazione al rincorrersi di indiscrezioni, e con l’assessora alle attività produttive Sabrina Nigro.


Ma qual è il problema che avrebbe mosso Di Napoli a questa scelta? E, nel caso, si tratta di una nuova controversia con istituzioni e Autorità portuale rispetto ai problemi logistici, tali da fargli formulare nuove richieste?

Certo è che dopo la minaccia di lasciare Piombino dello scorso dicembre, e i numerosi tavoli con Amministrazione comunale, Autorità portuale e Confindustria, i problemi più importanti lamentati dall’azienda sono stati risolti. Quello fondamentale per Sicmi, che nel 2017 ha preso in affitto il ramo navale dalla Sider Piombino dei fratelli Pietrini, è la collocazione a Montegemoli, tale da rendere complessa ogni operazione di movimentazione sulla Geodetica dei suoi scafi giganteschi, che dopo essere stati realizzati in azienda devono raggiungere via mare altri luoghi per le successive lavorazioni.

Quindi ogni volta problemi per la chiusura della provinciale Geodetica, così da consentire il passaggio del trasporto eccezionale, all’intervento di Terna per disalimentare temporaneamente le linee elettriche e il permesso a varcare i cancelli dell’ex centrale.

Ma appunto gli interventi congiunti di Autorità portuale e istituzioni avevano portato a esaudire importanti richieste riguardo al rapporto con Enel, alla navigabilità di Tor del Sale, soluzioni valide almeno per un paio d’anni lavorando intanto per trovare una soluzione in un’area diversa.

Soluzioni che sembravano appunto aver soddisfatto almeno parzialmente l’azienda che infatti aveva già organizzato nuove movimentazioni di scafi per il prossimo mese di novembre.

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