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Imprenditore ritrovato, Pecorelli naufragato col gommone affittato con un nome falso al Giglio

il gommone noleggiato al Giglio e Davide Pecorelli

Dato per morto in Albania e “spuntato” a Montecristo si spacciava per un geologo. Ora dovrà spiegare tutto quello che è successo in questi otto mesi alla Procura di Perugia

PORTOFERRAIO. Al secolo si chiama Davide Pecorelli ma al Giglio, per i pochi giorni in cui c’è stato, tutti lo hanno conosciuto come Giuseppe Mundo, di professione geologo come ha riferito. Perché abbia usato questo nome è uno dei misteri della vicenda dell’imprenditore 45enne scomparso circa otto mesi fa, in circostanze misteriose, in Albania e “rispuntato” dal nulla venerdì nell’isola di Montecristo, dove è naufragato con un gommone noleggiato proprio al Giglio.

La vicenda di Pecorelli diventa un mistero quando il 6 gennaio l’auto che aveva noleggiato a Tirana era stata ritrovata bruciata a Puke al confine col Kossovo. Gli inquirenti avevano anche sospettato un omicidio. Pecorelli sarebbe andato là per risollevare le sorti dei suoi negozi. Nell’auto distrutta dalle fiamme c’erano delle ossa umane, l’orologio di Pecorelli e il suo telefonino. Da quel momento di lui si era persa ogni traccia. Un mistero che si è risolto nelle scorse ore, tra Montecristo e il Giglio.


Pecorelli, sotto falso nome, è arrivato a Giglio Porto il 13 settembre. Col nome falso ha prenotato una stanza in un albergo e il 14 si è presentato al noleggio “Ancora Giglio” di Angelo Saviano e Ilaria Orlandini, per informarsi sui prezzi dei gommoni. Un bell’uomo, simpatico e gentile. Niente faceva pensare o immaginare sospetti. «Quando si è presentato da noi – racconta Saviano – ha detto di aver bisogno di un gommone e ha chiesto il prezzo. Noi ci siamo limitati a chiedere dove alloggiasse e chi lo avesse mandato. Fatta la verifica nell’albergo e abbiamo affittato il gommone».

Anche ai noleggiatori ha dato false generalità e ha aggiunto qualche “notizia” sulla sua professione. «Ci ha detto – aggiunge il titolare del noleggio – di essere un geologo che doveva fare delle ricerche per l’Università di Perugia. Aveva con sé delle provette, un piccolo piccone. Aveva acquistato del materiale alla ferramenta del paese e portava a tracolla un cartellino. Non c’era motivo per credere che non fosse chi diceva di essere». In realtà, Pecorelli, un pezzo di verità l’ha raccontata: «Ha detto che era stato un ex arbitro e di aver avuto dei negozi di parrucchiere», rivela Saviano.

I noleggiatori non avrebbero però mai pensato che col gommone potesse arrivare a Montecristo dove è stato trovato dai carabinieri forestali che hanno visto il gommone in difficoltà e sono andati ad aiutarlo. «Quando ci hanno chiamato da Montecristo – prosegue Angelo Saviano – siamo rimasti stupiti perché poi il carburante per tornare indietro non sarebbe bastato».

Nei giorni in cui Pecorelli è rimasto al Giglio ha fatto anche amicizia con alcuni isolani. Si è fermato a parlare con loro in piazza. È diventato una faccia amica. Tanto lo stupore quando si è diffusa la notizia che Mundo fosse in realtà quell’uomo creduto morto mesi prima. Al momento ci sono ancora molti interrogativi a cui dovrà dare risposta. Intanto il gommone noleggiato è ancora a Montecristo. «Speriamo di poterlo riavere presto – dicono i noleggiatori – lo abbiamo comprato due anni fa e per il momento non lo abbiamo a disposizione. Non possiamo andare a prenderlo e abbiamo perso anche i soldi del noleggio degli altri giorni».

Pecorelli spiegherà tutto quello che è successo in questi otto mesi alla Procura di Perugia. I magistrati del capoluogo umbro avevano aperto un fascicolo che vedeva tra le ipotesi di reato anche l’omicidio.

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