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Elba, gli universitari nella Villa a caccia di tracce dell’antica Roma

Alle Grotte giovani archeologi da Siena, Trieste e Belgio. Via ai lavori di scavo coordinati da Cambi e Pagliantini

PORTOFERRAIO. I ricercatori dell’università di Siena, guidati dal docente Franco Cambi, per la terza volta consecutiva sono al lavoro sull’area del parco archeologico delle Grotte. Da questa mattina fino al 16 ottobre, sono operativi sullo scavo archeologico della Villa romana. Coordinatrice del gruppo degli studenti universitari (la maggior parte di questi proviene da Siena, ma c’è chi arriva da Trieste e due studenti dal Belgio), è Laura Pagliantini, che ha già guidato gli universitari allo scavo della piana di San Giovanni, sul terreno di proprietà della famiglia Gasparri.

LA FATTORIA DEI VALERII


Iniziato nel 2012, dal sottosuolo sono emersi i resti di una grande fattoria, un edificio rustico destinato all’immagazzinamento dei cibi e alla conservazione del vino che giungevano poi sulla tavola degli autorevoli personaggi che abitarono appunto la Villa delle Grotte. Grazie a queste ricerche, è stato possibile risalire ai proprietari della stessa Villa e della fattoria. Sono i Valerii, importante famiglia patrizia che aveva grandi interessi economici sia sull’isola.

STUDENTI E ASSOCIAZIONI

Attorno ai ricercatori dell’Università di Siena si è costituita una comunità formata da circa 1.500 studenti della scuola dell’obbligo e delle superiori che ogni anno, degli otto occorsi alla ricerca, hanno visitato gli scavi della Piana. Poi associazioni culturali e imprenditoriali hanno offerto ospitalità e accoglienza ai ricercatori. Lo scorso anno, per la prima volta, gli studi archeologici sulla Rada hanno visto ben due campagne di scavo condotte in contemporanea: una alla Villa rustica di San Giovanni; l’altra alla Villa romana delle Grotte, di proprietà della Fondazione omonima.

GLI SCAVI INIZIATI NEL ‘60

Gli archeologi intendono riprendere le indagini iniziate nel 1960 e interrotte nel ‘70. Nel frattempo è cambiato il quadro generale. A partire dal 2016 la Fondazione Villa romana delle Grotte (costituita nel 1996) e il Comune hanno migliorato la fruizione dell’area e posto le basi per la costituzione di un vero parco archeologico.

IL MOSAICO RITROVATO

«Con le ricerche di quest’anno – dice appunto Franco Cambi – vogliamo approfondire la campagna iniziata lo scorso anno nella zona termale della Villa e per provare riportare in luce manufatti che si sono interrati nel corso dei secoli». Seguendo proprio questo obiettivo, lo scorso anno è stato possibile recuperare un prezioso mosaico. «La campagna di scavo dello scorso anno – aggiunge Laura Pagliantini – ha messo in luce il suggestivo colore delle tessere di mosaico, che si trovano in uno degli ambienti delle terme della villa interpretabile come “apodyterium” (spogliatoio, ndr): dotato di tre finestre sulla rada di Portoferraio. L’ambiente doveva essere molto luminoso e giustificare così il colore scuro e austero scelto per la sua decorazione».

POLEMICA IN COMUNE

Intanto la decisione dell’assessore alla Cultura Nadia Mazzei di concedere, quest’anno e lo scorso, un contributo di 15mila euro alla fondazione Villa Romana è oggetto di un’interrogazione nel consiglio comunale di domani. Il gruppo “Meloni sindaco” chiede di sapere quali siano «i contributi effettivamente elargiti nel 2020 e il rendiconto delle spese effettivamente sostenute».

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