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Sparisce in Albania e riappare dopo nove mesi a Montecristo: in Procura era aperto un fascicolo per omicidio

Davide Pecorelli, 45 anni, era scomparso da gennaio ed è naufragato a Montecristo

Davide Pecorelli, 45 anni, era stato dato per morto a gennaio. In difficoltà per il mare grosso, ha cercato rifugio sull’isola

PORTOFERRAIO. Era stato dato per morto. Ucciso in Albania in un’auto bruciata. È naufragato venerdì pomeriggio sull’isola di Montecristo. Il tutto in condizioni misteriose almeno quanto quelle in cui fece perdere le sue tracce lo scorso gennaio a Puke, una sperduta località quasi a ridosso del Kosovo. Davide Pecorelli – 45 anni, originario di Lama di San Giustino (Perugia) ma con legami a Sansepolcro e nel resto della provincia di Arezzo in cui ha fatto l’arbitro fino alla serie C – dovrà chiarire anche questo alla procura di Perugia a cui ha dichiarato di volersi presentare spontaneamente sebbene su di lui, al momento, non penda nessuna accusa.

Pecorelli era diventato noto alle cronache lo scorso mese di gennaio. L’imprenditore, secondo diverse fonti in forti difficoltà economiche, si era recato nei primi giorni dell’anno in Albania dicendo che sarebbe stato lontano per almeno un mese. Dopo essere stato a Tirana e Scutari, a bordo della Skoda Fabia noleggiata in aeroporto si è recato a Puke dove il 4 gennaio ha preso in affitto una camera. Poi da 6 di gennaio si sono perse le sue tracce.

Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio è stata trovata bruciata l’auto noleggiata in aeroporto. I documenti a bordo del mezzo hanno permesso di risalire alla sua identità. Nella carcassa della vettura sono stati trovati anche alcuni oggetti personali dell’imprenditore tra cui un cellulare e, soprattutto, dei resti umane. I campioni inviati in Italia per essere analizzati, non avevano permesso di rilevare il dna e di attribuire un’identità a quelle ossa.

Di certo non appartenevano a Pecorelli che è invece rispuntato venerdì nelle acque davanti a Montecristo, proveniente secondo alcune fonti dal Giglio dove avrebbe soggiornato in un albergo. A bordo di un gommone è approdato al molo dell’isola che fa parte del Comune di Portoferraio. C’era un po’ di mare, l’imbarcazione che aveva era inadeguata e il 45enne ha cercato rifugio ma nella zona, però, non si può attraccare senza autorizzazione. Per questo è stato raggiunto dai carabinieri del reparto per la Biodiversità di Follonica, comandati dal colonnello Giovanni Quilghini. Dopo averlo rifocillato, i militari hanno chiesto al naufrago i documenti per sanzionarlo per accesso non autorizzato all’isola. L’imprenditore ha dichiarato di non averli ed è stato condotto per l’identificazione nella caserma. Qui ha dichiarato di essere Davide Pecorelli e ha chiamato la moglie. Poi è stato accompagnato a Piombino e da qui ha poi raggiunto la Valtiberina dove ha riabbracciato la famiglia in attesa di chiarire tutti i misteri della vicenda con la magistratura.

La Procura di Perugia indaga sul caso di Davide Pecorelli da mesi ipotizzando l'omicidio. Il procuratore capo Raffaele Cantone e l'aggiunto Giuseppe Petrazzini avrebbero formulato due ipotesi di reato: omicidio volontario e traffico di droga. Negli ultimi tempi però avevano ricevuto diverse segnalazioni che davano l'imprenditore per vivo. Tra gli investigatori della squadra mobile c'era la certezza che Pecorelli non fosse vittima di uno spietato delitto ma si stesse nascondendo. E avevano già avvisato i magistrati con un'informativa.

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