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La sagra del pesce ferma da due anni: una raccolta firme per farla tornare

L’autore della petizione: «Fa parte della storia piombinese». Il Comitato festeggiamenti: «Forse ci sono altre priorità» 

PIOMBINO. Il padellone della sagra del pesce sta a Piombino come la Tour Eiffel. Esageriamo? Forse sì, ma l’iperbole rende bene l’idea di cosa significhi la storica manifestazione per i piombinesi. Vecchia più di quarant’anni, ha fatto da sfondo alle stagioni estive, prima in piazza Bovio, storica ambientazione del mitico padellone, poi nel piazzale d’alaggio di Marina, dove è stata trasferita dieci anni fa quando, con il rifacimento della piazza, l’amministrazione di allora decise di spostare la sagra al fine di scongiurare danni alla nuova pavimentazione.

Da due anni, però, il padellone non si riempie di olio bollente. Nel 2020 per colpa del Covid. Nel 2021 per lo stesso motivo, ma anche per altro. Il Comune rende nota la richiesta, approvata, del Comitato festeggiamenti piombinesi per la sagra dal 4 al 12 settembre. Annullata in seguito dallo stesso comitato. Ufficialmente per problematiche legate ai protocolli anti-Covid. «Anche per quello, ma soprattutto per problemi relativi al periodo», spiega Paolo Bientinesi del Comitato festeggiamenti piombinesi e figlio di Mirio, presidente onorario del gruppo.


Già, perché la sagra del pesce s’inserisce storicamente come appuntamento estivo. Di solito alla fine di luglio.

«A luglio e ad agosto non c’era disponibilità per piazzale d’alaggio. E neppure in aree alternative come il Pro Patria o il parcheggio Bernardini – riprende Bientinesi – C’hanno detto di scegliere un altro periodo o un altro posto. C’era quindi settembre, ma non è un mese adatto per la sagra che si svolge solo la sera. Fino ai lavori di rifacimento, era sempre stata fatta in piazza Bovio, poi tutte le manifestazioni estive furono spostate nel piazzale d’alaggio che, effettivamente, è un bel palcoscenico. Stavolta non abbiamo trovato posti alternativi. Avremmo potuto farla fuori, è vero, a Riotorto, a San Vincenzo, ma la sagra è di Piombino e qui dovrebbe restare. Meglio se di fronte al mare, dove ha tutto un altro sapore».

Fatto sta che son due anni che la sagra è ferma e qualcuno si è mosso per riportarla in vita. «La sagra è nel cuore di tutti i piombinesi e nel mio in particolare, avendo il babbo che per quarant’anni ha tagliato le granfie del polpo – racconta Simone Guerrieri – L’anno scorso la colpa è stata del Covid, ma quest’anno? A quanto mi risulta l’amministrazione comunale, nella persona del vicesindaco Giuliano Parodi, avrebbe deciso di non inserirla nel cartellone degli eventi estivi. Forse non sa che appartiene alla tradizione piombinese da più di 40 anni. Ho chiesto perciò ai piombinesi cosa ne pensassero. L’ho fatto raccogliendo in un quaderno oltre mille firme favorevoli a riportare agli antichi splendori quello che in passato era l’evento clou dell’estate. Ancora più bello sarebbe poterlo rifare in piazza Bovio per soli tre giorni nell’ultimo week-end di luglio, come da tradizione. Sì, piazza Bovio che, negli anni, ha ospitato di tutto e di più, da raduni di auto e moto all’elicoterro. Allora il problema è davvero il padellone o c’è la volontà di mettere la parola fine alla sagra?».

«Credo sia una questione di priorità – torna a parlare Bientinesi – Forse l’amministrazione, alla quale abbiamo scritto per un incontro, preferisce altri eventi. In ogni caso, o troviamo il modo di farla la sagra, o chiudiamo l’associazione e vendiamo quello creato in 40 anni. Anche perché da due stagioni non facciamo nulla, ma l’affitto dobbiamo pagarlo. Forse venderemo la macchina dei coriandoli, mentre Castiglion della Pescaia sarebbe interessato al padellone».

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