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Si torna a scuola, i delegati d’istituto: «Stavolta vogliamo un anno normale»

Nicla Robba, Cinzia Bartalini, Lorenza Boninu, Lorenzo La Rosa, Davide Carpino e Gabriele Cinelli

I ragazzi si augurano di restare in aula in presenza ma anche di ricominciare le gite e le uscite didattiche

PIOMBINO. Gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di Piombino sono pronti a rientrare in classe questa mattina. Sarà un suono della campanella diverso dal solito, con un anno di pandemia alle spalle, con la novità del Green pass per i docenti e per il personale Ata. Una cosa è certa: tutti, studenti o prof, sperano di restare in classe a lungo, senza dover più tornare alla didattica a distanza.

Nei giorni scorsi Il Tirreno ha documentato come le scuole della città si sono attrezzate per iniziare nel migliore dei modi l’anno scolastico. I controlli sul Green pass sono stati effettuati senza particolari problemi, gli organici sono quasi tutti al completo, in seguito alle procedure velocizzate con l’utilizzo dell’algoritmo per la distribuzione delle classi.


Insomma, questo 15 settembre è diverso. Tra i ragazzi delle superiori è forte il desiderio di tornare a sedere al proprio posto, nella propria aula circondati da compagni e insegnanti e persino riprendere le lezioni, purché in presenza. Oggi, pur nella consapevolezza che è ancora presto per cantare vittoria (il Covid non è ancora debellato), prevale un sentimento di rinnovata fiducia. Le stesse parole del ministro Bianchi vanno in questa direzione, avendo ribadito proprio in queste ore che non assisteremo più alla chiusura di interi istituti ma nel caso, si provvederà a isolare la singola classe in cui è stata rilevata la positività. È obiettivo comune mantenere la scuola in sicurezza, e in presenza.

«L’auspicio è di poter fare un anno in tranquillità – dice Davide Carpino, delegato d’istituto del liceo, Iti, Ipsia – evitando di reiterare la storia dell’ultimo anno e mezzo perché sia per me che per i miei compagni è stata dura, ma sul serio. L’istruzione può essere fatta anche a distanza, tutto il resto no e, pur non essendo mai stato entusiasta di tornare in classe, quest’anno ammetto di avere un sentimento diverso».

Anche Lorenzo La Rosa, altro delegato Liceo-Iti-Ipsia, si augura di non dovere tornare in didattica a distanza. «Lo scorso anno – ci racconta – alternando momenti in presenza ad altri no, è stata dura, speriamo di riuscire a restare in classe e recuperare un po’ di quel che si è perso. Non avrei mai pensato di dirlo, ma sono davvero felice di tornare a scuola».

«Quest’anno sono in quinta, perciò a maggior ragione spero di restare in presenza – dice Gabriele Cinelli, delegato di istituto per all’Itc Einaudi – anche se la nostra scuola ha reagito benissimo in quanto ha messo a disposizione i computer nella stanza di informatica a chiunque ne avesse bisogno, perché ad esempio sprovvisto di un dispositivo a casa. Spero che si possa tornare a fare le gite o uscite didattiche e toccare con mano l’esperienza scuola-lavoro».

Dello stesso avviso gli insegnanti, anche se qualcuno sottolinea che forse si è perso una buona occasione. «Approfittando dell’emergenza- dice Lorenza Boninu, insegnante del liceo – si poteva mettere mano ad alcuni preesistenti problemi della scuola come il sovraffollamento delle classi, l’edilizia scolastica e l’integrazione con le tecnologie didattiche, cosa che avrebbe consentito di riqualificare positivamente la scuola nel suo insieme. Detto ciò, ognuno di noi farà del suo meglio anche alla luce dell’esperienza accumulata in questo ultimo anno e mezzo. Quanto al Green pass – conclude Boninu – il suo utilizzo non mi inquieta affatto, salvo la necessità di scogliere alcuni nodi tecnici come l’effettiva durata della copertura vaccinale».

«Le aspettative sono quelle di lavorare in presenza – dichiara Cinzia Bartalini, docente del liceo – anche perché insegnando disegno e storia dell’arte io ho molte ore di laboratorio che certamente non si possono svolgere da casa. Lavorare sul disegno tecnico online è una vera acrobazia, inoltre la presenza è fondamentale sul piano delle relazioni umane che uno schermo non può certo trasmettere. Infine penso che l’obiettivo della scuola debba essere garantire la sicurezza, a prescindere che lo strumento sia il Green pass o il tampone».

«Quello che ci auguriamo per quest’anno scolastico, in linea con la volontà del ministro- commenta Nicla Robba, docente Iti – è poter restare in classe in maniera serena e speriamo, con sempre meno regole. Ad esempio sarebbe bello poter togliere la mascherina e recuperare attività come le gite. Una cosa che mi piace evidenziare è che lo scorso anno all’Iti ci siamo organizzati per portare avanti una volta alla settimana, in totale sicurezza, i laboratori anche in zona rossa ma soprattutto abbiamo cercato di sfruttare tutte le possibilità che ci offriva la legge per garantire il maggior numero possibile di giorni in presenza ai ragazzi più fragili. Al loro fianco c’erano sempre alcuni compagni che su propria iniziativa, hanno scelto di non lasciarli soli».

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