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Rifiuti e incuria in periferia, mini-discariche e sporco nel quartiere del Cotone

Rifiuti ingombranti lasciati in mezzo ai box dietro la zona blocchi del Cotone, con tanto di scritta razzista sullo sfondo, un mobiletto abbandonato accanto ai cassonetti, tappeti, sacchi e battiscopa a terra, ancora materiale d’arredo vecchio accanto alle rimesse, la parte superiore di un tavolo appoggiata ai bidoni e a Poggetto sporcizia a volontà nell’area giochi

Ingombranti abbandonati e spazzatura in giro. Non si salva neppure il Poggetto Pellegrini: «Servirebbe un’attività di sensibilizzazione, anche porta a porta»

PIOMBINO. Dopo le bottiglie di vetro a mucchi in piazza Dante, i rifiuti lasciati negli angoli del centro storico e le automobili abbandonate in via De Nicola, sembrano non esserci aree di Piombino più o meno al riparo da una tendenza rivolta all’inciviltà. Non si salva neppure il quartiere del Cotone Poggetto che, anzi, viene segnalato da alcuni cittadini come un’area particolarmente trascurata. «La situazione qui è in degrado da anni e anni – afferma una residente – I sudici vanno educati e, se non capiscono, vanno multati, mentre il Comune deve far pulire e disinfettare le strade».

Un giro per il quartiere dà l’esatta percezione del quadro. Salendo la strada fra i blocchi residenziali del Cotone e l’ufficio delle Poste, arriviamo ai box dei residenti (ma qualche rimessa è anche di esterni). Qua e là emergono mini-discariche con poltrone e canne fumarie, ma anche materassi, reti, un paio di lavatrici e rifiuti vari abbandonati.


Avvicinandosi alle case, accanto ai cassonetti, altri sacchi, scatole, alcuni tappeti, una sedia, pezzi di battiscopa, la parte superiore di un tavolo e un mobile. Ci spostiamo al Poggetto. Sul retro dell’Eurospin, c’è un’area verde, con alcuni giochi per bambini. Sparsi in giro: cartoni del vino, confezioni aperte, e intorno all’unico cestino presente (e strapieno) un vero e proprio caos, fatto di lattine, bottiglie, sacchetti e via dicendo.

«Quell’area dovrebbe essere privata e, comunque, la questione non riguarda tanto il Poggetto, dove effettivamente la Sei Toscana potrebbe fare qualcosina di più, quanto l’area blocchi del Cotone – a parlare è Riccardo Pellegrini, ex presidente del quartiere Porta a Terra, nonché impegnato con l’Arci Cotone e nel tavolo di quartiere – Il problema è dovuto a un accumulo di rifiuti ingombranti. Avevamo analizzato la faccenda anche con il tavolo di quartiere, con il quale veniva fatta una forte attività di sensibilizzazione in modo ciclico. Attività che si è andata a disperdere. Sicuramente per colpa del Covid, e relativa impossibilità di fare riunioni, ma anche per una minore partecipazione. In due parole: la crisi generalizzata del volontariato. Ripeto, erano state fatte diverse giornate promosse dal quartiere stesso con l’associazione Amici di Vittorio e la comunità senegalese. Occasioni per sensibilizzare sui rifiuti responsabili».

«Il fatto è che c’è un forte ricambio di inquilini al Cotone e, spesso, chi subentra, non sa gestire il rifiuto, e così lo porta vicino al cassonetto – continua Pellegrini – Per capirsi, non tutti sono necessariamente istruiti da questo punto di vista. La stessa amministrazione dovrebbe fare sì campagne di sensibilizzazione, ma non solo mediatiche, bensì anche porta a porta, perché non tutti hanno la solita disponibilità. La stessa comunità senegalese aveva referenti forti che riuscivano a sensibilizzare sull’argomento. Adesso, con la carenza del volontariato, non riusciamo ad avere la stessa efficacia».

Qualcuno ha avanzato anche l’ipotesi che, a contribuire ai rifiuti abbandonati, possa essere qualcuno della città, in “trasferta” alla periferia: «No, o meglio, è raro – dice Pellegrini – Il quartiere ha moltissimi occhi e un “forestiero” sarebbe notato. Che Piombino, comunque, sia sporca è una verità. Alla base c’è l’inciviltà. Ben venga, perciò, l’educazione, ma occorre trovare anche la soluzione».

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