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Leonardo, il piombinese massoterapista per i vip al festival di Venezia

Selfie d’ordinanza davanti al logo della rassegna cinematografica

Il 27enne, selezionato in un concorso per i migliori 30 professionisti italiani ha avuto l’occasione di conoscere tante star, come il regista Bong Joon-ho

PIOMBINO. È calato il sipario sulla 78esima edizione del Festival di Venezia. Film a volontà, star internazionali, red carpet, flash fotografici, luci e lustrini come se non ci fosse un domani.

La magia della settima arte ha fatto ancora una volta centro, trasformando il Lido in un set a cielo aperto, sorta di metacinema da sogno, a tratti irraggiungibile. C’è chi, tuttavia, si è ritrovato a un passo da attori e attrici di fama mondiale, registi pazzeschi, produttori danarosi e via dicendo. Di più. In alcuni casi quelle star le ha viste da vicino. Le ha accompagnate sul tappeto rosso, le ha persino toccate.


Nessuna paura e nulla di scabroso. È solo lavoro.

Leonardo Novelli è nato nel 1994 a Orbetello, ma è piombinese d’adozione, essendosi trasferito in città con la famiglia undici anni fa. «Ci siamo spostati a Piombino perché babbo aveva trovato lavoro qua e alla fine ho deciso di rimanere», racconta lui che di professione è massoterapista. «Esattamente mi occupo di massoterapia clinica – spiega il 27enne – Mi interesso di problemi di postura sbagliata, post operatori e molto altro. Vado manualmente a riattivare le cellule muscolari secondo una specie di riabilitazione. Il mio lavoro, insomma, consiste nel cercare di evitare, in un secondo tempo, interventi più drastici».

Ma come c’è finito un massoterapista al festival del cinema di Venezia?

«La scuola che ho fatto a Firenze ha aperto un contest, in collaborazione con il festival e l’hotel Excelsior, per la selezione in tutta Italia dei migliori trenta professionisti di varie discipline – racconta Leonardo Novelli – Oltre alla massoterapia, i massaggi olistici, le terme spa, e via di seguito. C’erano da superare un colloquio e due prove pratiche. Ho partecipato tanto per, mai avrei pensato di essere scelto, e invece... Ho preparato le valigie e il 30 agosto ero a Venezia».

Fra i compiti del piombinese c’erano l’accoglienza degli ospiti e la preparazione delle varie troupe e star. «Ho avuto l’occasione di lavorare con la madrina del festival, Serena Rossi, con il presidente della giuria, il coreano Bong Joon-ho (Oscar per Parasite, ndr), con William Peter Moseley (noto soprattutto per la saga di Narnia, ndr) – dice Leonardo – Ma anche con Jane Alexander, Adriana Lima e il cast del film francese À plein temps, in particolare con la protagonista Laure Calamy e il regista Eric Gravel (entrambi premiati dalla giuria Orizzonti, ndr). È stata un’esperienza fantastica, sia a livello professionale che in senso più largo. C’è stato uno scambio di idee fra colleghi, è stato possibile interagire con altri settori, e poi lavorare con i vip è davvero bello. Uno pensa a questi personaggi come a esseri irraggiungibili e, invece, sono persone normali. Stipendio a parte (ride, ndr). È stata un’emozione continua. Vedevo le star e mi dicevo: ah, devo mettere le mani addosso a loro? Mi sono messo in gioco al 100 per cento ed è una grandissima soddisfazione».

«Il momento più forte? Il red carpet con il cast francese di À plein temps. Riguardandomi nelle foto, sono un po’ ritto, decisamente teso – conclude, sorridendo, Leonardo – Torno a Piombino arricchito professionalmente e con una marea di emozioni da raccontare e molti contatti avviati. Davvero tanta roba».

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