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Il presidente Giani messo sotto accusa dal Pd per un premio a Sandroni

A sinistra Eugenio Giani con Gianni Anselmi durante la campagna per le Regionali

Ma lui si schermisce: «Non l’ho scelta io». I democratici: «Demotivante un riconoscimento sull’antimafia a chi ci ha infangato»

PIOMBINO. La Fondazione Caponnetto attribuisce a Cecilia Sandroni, piombinese, il premio Omcom 2021 (Osservatorio mediterraneo sulla criminalità organizzata e le mafie), «per il suo impegno – la motivazione è riportata da Affari Italiani.it – nel denunciare la criminalità ambientale attiva nell’area della Val di Cornia e della Toscana, e per il lavoro di ricerca, analisi e denuncia che ha permesso di portare allo scoperto le ecomafie della Val di Cornia. L’inchiesta ha così messo i riflettori sulla gestione illegale dei rifiuti portando a diverse indagini».

E a premiare Sandroni, spesso definita erroneamente giornalista – nel 2019 protagonista di attacchi violenti e offensivi all’amministrazione comunale dell’epoca (con Massimo Giuliani sindaco) e al consigliere regionale ed ex sindaco Gianni Anselmi, con al centro la vicenda della discarica – è stato il presidente della Regione Eugenio Giani.


Da qui si è scatenata nei confronti di Giani la reazione del Pd, che sulla vicenda discarica ha perso le elezioni ma ha anche subìto moralmente, in virtù di quegli attacchi, l’accostamento a fenomeni di criminalità organizzata, peraltro mai al centro di inchieste della magistratura.

Violenta sui social la protesta di persone del Pd o simpatizzanti nei confronti di Giani, presidente della Regione ma anche esponente del partito, accusato di aver premiato chi, con accuse gravi e mai provate, ha di fatto contribuito ad affossare il Pd alle ultime elezioni.

Giani dal canto suo, con il Tirreno ridimensiona il proprio ruolo nella vicenda: «Sono stato invitato a presenziare all’iniziativa dalla Fondazione Caponnetto – dice – e, ovviamente, non ho avuto alcun ruolo nella scelta delle persone premiate. Ho partecipato come ospite alla iniziativa organizzata dalla Fondazione».

Ieri mattina il segretario di federazione, Simone De Rosas, ha scritto in un post su Fb di ritenere «incomprensibile come il presidente della Toscana possa premiare, sebbene su indicazione di altri, persone che hanno fatto dell’insulto, della diffamazione di persone perbene, del sospetto senza prove e della produzione di infamie contro tutta la Val di Cornia, il loro stile ormai da anni. Peraltro, il tutto rivolto quasi esclusivamente contro il partito dello stesso presidente della Regione».

Dura anche Anna Tempestini, presidente del gruppo consiliare che porta il suo nome, «meravigliata che la fondazione Caponnetto abbia segnalato Sandroni per il suo impegno sul nostro territorio nella lotta alle ecomafie. Ha offeso, diffamato e speso parole denigratorie nei confronti di persone e di un territorio tutto nonché della forza politica che lo ha governato. E francamente è demotivante vedere il nostro presidente di Regione che premia chi ci ha infangato».

Nel pomeriggio poi, in un vortice di post e di hashtag poco incoraggianti per Giani, anche la Federazione Pd si è espressa con un durissimo comunicato sul premio della Fondazione Caponnetto, ritenendo «impossibile, per l’intera comunità del Partito democratico della Val di Cornia, e per grandissima parte dei cittadini piombinesi, dimenticare le diffamazioni, le offese, le ingiurie e le infamie che questa signora ha gratuitamente rivolto verso rappresentanti istituzionali, lavoratori, giornalisti e semplici cittadini che, soprattutto durante la campagna elettorale delle elezioni amministrative del 2019, sono stati accusati, senza alcun tipo di prova, di far parte di un sistema corrotto».

Quindi in serata è intervenuto Gianni Anselmi, giudicando «discutibile che una Fondazione impegnata sull’antimafia abbia deciso di assegnare un riconoscimento anche a chi si è distinto in Val di Cornia fra il 2019 e il 2020, non casualmente in vista delle elezioni prima comunali e poi regionali, non certo per il disvelamento di illegalità o malcostumi, bensì per aver contribuito alla denigrazione sistematica di persone e partiti, in particolare il Pd, anche accostando persone oneste a organizzazioni malavitose in modo gratuito e ovviamente non documentato né documentabile».

Anselmi spiega anche di aver suggerito al presidente della fondazione, Salvatore Calleri, «che conosco e stimo, una maggiore attenzione alla tutela della sua credibilità e del suo prestigio, che anche a me stanno a cuore».

Infine il consigliere regionale si esprime «sulla presenza alla consegna dei premi del presidente Giani, a cui ho avuto modo di segnalare senza equivoci il mio disagio personale e come rappresentante del territorio, che non è stato e non è in mano a ecomafie o governato da mafiosi così come questa signora per mesi lo ha rappresentato».

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