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Il Castello e il Pro Patria chiusi in estate. Pd: «Serviva una gestione transitoria»

Il cancello del Castello chiuso con il lucchetto

Il vicesindaco Giuliano Parodi: «La Parchi si è sfilata dal progetto iniziale e abbiamo dovuto prenderlo in carico noi»

PIOMBINO. Due aree di interesse turistico chiuse per tutta l’estate. Stiamo parlando del museo del Castello e del bar dei giardini pro Patria, nel cuore del centro storico. Quei cancelli chiusi non sono passati inosservati. E le polemiche non sono mancate.

È su queste basi che i gruppi “Anna per Piombino” e Pd hanno presentato una interrogazione congiunta nell’ultimo consiglio comunale in cui si chiedono spiegazioni sul perché non sia stata concessa la proroga della concessione alla Cooperativa sociale “Fuori Schema” che ha finora gestito i Giardini Pro Patria e perché, in alternativa, non si sia proceduto a emettere un nuovo bando. A questa si è aggiunta anche una interpellanza sulla gestione del Castello. «Sapevamo – dice Anna Tempestini, “Anna per Piombino” – che alla Cooperativa poteva essere concessa la proroga di un anno per la gestione dei giardini Pro Patria, cosa che non è avvenuta. Anzi, apprendiamo che questo spazio è passato direttamente sotto la gestione del Comune. Oltretutto qui esisteva una piccola attività di ristorazione che dava respiro a quel luogo utilizzato nel periodo estivo da famiglie piombinesi come dai turisti. L’assessore Parodi ci ha riferito che intendono avviare un progetto di cui per il momento però non sappiamo nulla. E come se non bastasse il Museo del Castello, in piena estate, è chiuso. Quella di non aprire strutture che possono rappresentare un’attrattiva turistica è una scelta che non approviamo».


Amaro in bocca anche per il Pd rispetto a una situazione di stallo che presenta ripercussioni sul piano occupazionale. «Come se ce ne fosse bisogno – commenta Laura Bardi, Pd – si deve fare i conti con la perdita di lavoro dei ragazzi che stavano gestendo l’Asilo pro Patria. Ben venga rinnovarsi ma le cose andrebbero fatte per tempo. Quanto al Castello momentaneamente resta chiuso e purtroppo non abbiamo potuto avviare una discussione con il vicesindaco che ha risposto in maniera lapidaria. Se il progetto di riqualificazione di queste aree non è ancora pronto, intanto si poteva trovare una soluzione alternativa per l’estate in corso, in particolare per il Pro Patria, cui è stato tolto il servizio di ristorazione per un qualcosa di cui a oggi non sappiamo niente».

Il vicesindaco Giuliano Parodi specifica che è al vaglio una proposta di gestione temporanea del Castello nell’ambito di un percorso culturale più ampio, atto a restituire maggiore appeal gli occhi del visitatore. «L’amministrazione – dichiara – aveva intenzione di avviare un nuovo bando per l’affidamento dell’area quando la Parchi ha proposto di realizzare un intervento complessivo di riqualificazione urbana che interessa Castello, Giardini Pro Patria, ex polveriera e Stalle Napoleoniche allo scopo di ottenere un’importante valorizzazione del Castello. Perciò a fronte di una progettazione unitaria non abbiamo affidato il Pro Patria in gestione sapendo che tra un anno sarebbero iniziati i lavori. Voglio però puntualizzare – continua il vicensindaco – che proprio come il Rivellino, è utilizzabile dalle associazioni e da chiunque intenda farci un’iniziativa, così come il Castello è disponibile per matrimoni e altri eventi».

Nel frattempo però la società Parchi si è sfilata dal progetto, preso quindi in carico direttamente dal Comune che una volta ultimato lo metterà a bando. Un bando che probabilmente non riguarderà più il solo Pro Patria ma la riqualificazione dell’intera area su cui si trovano il Castello, giardini Pro Patria e Stalle Napoleoniche compresi. —